VENEZIA- Bloccare il transito di tutte le navi da crociera a poche centinaia di metri dalle coste. Questa una delle possibili conseguenze del drammatico incidente della Costa Concordia. Il passaggio turistico al Giglio era avvenuto già altre volte, così come è routine per le navi da crociera a Venezia. Il blocco del transito ravvicinato potrebbe essere una delle soluzioni da attuare per salvaguardare Venezia dal problema dell'acqua alta. Soluzione da applicare in sinergia con altri due interventi fondamentali: le iniezioni di acqua marina in profondità nel sottosuolo e la diga del Mose. Iniziare un ciclo di iniezioni per rialzare il suolo è la risposta dell'Università di Padova ed in particolare dal prof. Giuseppe Gambolati, del dipartimento di metodi e modelli matematici per le scienze applicate. Attrezzando la città di dodici pozzi ed ingnettando in essi acqua marina si potrebbe ottenere un rigonfiamento del suolo fino a 25-30 cm in più rispetto alla loro attuale altitudine.Grazie ad uno studio dell'Eni sulle linee sismiche, è possibile calcolare con precisione il sollevamento del suolo;
L'innovazione, che dovrebbe poi rassicurare la popolazione e la sovrintendenza dei beni culturali è rappresenta dall'uniformità del sollevamento evitando così di mettere a rischio crolli il patrimonio artistico e monumentale della città. Il costo dell'operazione dovrebbe aggirarsi tra i 200 e 300 milioni di euro afferma Gambolati; tale opera non è in contrasto con la diga del Mose», precisa il professore, «ma complementare». A tal proposito i lavori per la costruzione del Sistema Mose, cioè delle dighe con 78 paratoie mobili per chiudere le tre bocche della laguna quando sono previste maree eccezionali, sono giunti a circa il 70% del totale e il loro completamento è previsto per il 2015.









