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ARANTO (Fonte Il Mattino) - È iniziata nel Palazzo di giustizia di Taranto la prima udienza del processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. In una gabbia alla sinistra della Corte di Assise ci sono le uniche detenute, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina, accusate del delitto. In tutto gli imputati sono nove. Sabrina, ad inizio di udienza, è scoppiata più volte in lacrime. Nel pubblico presente anche il sindaco di Avetrana, Mario De Marco: il Comune chiederà di costituirsi parte civile nei confronti della famiglia Misseri.
Nell'aula c'è anche Michele Misseri, accompagnato dal suo legale, Armando Amendolito. L'agricoltore di Avetrana è passato dinanzi ai famigliari di Sarah e ora è seduto a distanza su una sedia vicino ad una delle due "gabbie", nella quale presumibilmente prenderanno posto tra poco anche la moglie, Cosima Serrano, e la figlia Sabrina, entrambe detenute e accusate dell'omicidio.
Ressa di giornalisti. Ressa di giornalisti e operatori tv nella sala stampa allestita davanti alla Corte d'Assise del tribunale di Taranto, dove si sta celebrando il processo. Solo due televisori stanno irradiando le riprese televisive garantite dalla trasmissione «Un giorno in pretura». Sono decine invece i cronisti, i fotografi e i cameramen presenti, tutti muniti di apposito pass per l'ingresso al Palazzo di giustizia. La necessità di riprendere in tempo reale immagini da trasmettere per le dirette televisive e i tg sta creando inevitabilmente problemi logistici.
Riprese tv. La Corte d'Assise di Taranto (presidente Cesarina Trunfio, a latere Fulvia Misserini, più sei giudici popolari, cinque dei quali sono donne) si è ritirata in Camera di Consiglio per decidere le modalità delle riprese televisive in aula e della diffusione delle immagini del processo, dopo aver sentito le parti. In particolare le due imputate attualmente detenute e accusate del delitto, Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, hanno chiesto, attraverso i loro legali, di non essere riprese durante il processo.
Bombardati dai media. «Siamo stati bombardati dai media e non eravamo ovviamente abituati a tutto questo. Avetrana ha subito un danno di immagine enorme». Lo ha detto ai giornalisti il vicesindaco di Avetrana Alessandro Scarciglia a margine dell'udienza per l'uccisione di Sarah Scazzi. «Il problema - ha aggiunto - non è il risarcimento dei danni, che comunque chiederemo. Avetrana non meritava tutto questo. Qualche attore principale di questa vicenda pensa di essere in uno show e anche alcuni mass media hanno esagerato».









