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Mer13122017

Ultimo Aggiornamento02:29:52

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CRONACA: Anm, niente intesa tra Comune e Sindacati (VIDEO)

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NAPOLI- Non c'è l'intesa tra Comune di Napoli e sindacati sul salvataggio di Anm (Azienda napoletana di mobilità). Il lungo incontro di ieri notte si è dunque concluso con un nulla di fatto. A certificare per ora l'assenza di un percorso condiviso sono le parole dell'assessore comunale al Lavoro, Enrico Panini.

“Siamo dispiaciuti che non sia stata raggiunta un'intesa. - ha detto Panini - Il tema che è necessario affrontare, e su cui nonostante i nostri sforzi non abbiamo trovato una soluzione condivisa, è la necessità di mettere in equilibrio l'azienda come condizione indispensabile per poterla patrimonializzare e quindi salvare. Purtroppo - ha aggiunto - una serie di soluzioni che ci sono state proposte non ci avrebbero fatto raggiungere questo obiettivo”.

Panini ha spiegato che la messa in equilibrio dell'azienda è condizione dettata dalla legge dello Stato e senza la quale l'amministrazione non può procedere alla patrimonializzazione della società. “Se l'azienda non è in equilibrio - ha sottolineato - scatta un impedimento di legge e non di volontà. È la legge che ci impedisce di fare una patrimonializzazione di Anm se essa non è in equilibrio”.

L'assessore, in riferimento all'approvazione da parte del Consiglio comunale della delibera relativa all'adeguamento degli statuti delle società a controlli pubblico detenute dal Comune in ottemperanza al decreto legislativo Madia, ha ribadito la ferma volontà dell'amministrazione comunale di non privatizzare le partecipate. “Noi siamo il Comune più pubblico d'Italia - ha evidenziato - non faremo mai la privatizzazione e chi lo pensa è fuori di testa. Abbiamo una storia che parla”.''E' una partita di sola andata che si gioca nei prossimi quindici giorni. Il ritorno non c'è. Non possiamo trattare all'infinito, la dead line è il 29 ottobre altrimenti c'è il rischio concreto che si portino i libri in tribunale''. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in relazione alla mancata firma dell'accordo sottoposto dal Comune ai sindacati per evitare il fallimento di Anm (Azienda napoletana di mobilità). Il sindaco, parlando nella diretta Facebook di Repubblica Napoli, si è detto ''preoccupato ma fiducioso'' ed anche ''meravigliato che ancora non ci sia stata la firma''.
    La proposta sottoposta dall'amministrazione alle organizzazioni sindacali - come spiegato dal primo cittadino - prevede : azienda tutta pubblica su area metropolitana, ripatrimonializzazione della società, nessun licenziamento, realizzazione del piano industriale, rilancio progressivo e immediato di Anm e altre questioni di dettaglio ''su cui trattare con i sindacati''. Il piano prevede inoltre che ''qualche decina di lavoratori'' andrebbe in esubero e dunque in prepensionamento e altrettanti andrebbero in mobilità. ''Nessuno - ha garantito de Magistris - viene licenziato, ma va in altre società partecipate''. Il sindaco ha sottolineato che ''se altri si sfilano da questa prospettiva che offriamo con uno sforzo incredibile è evidente che non per nostra responsabilità si andrà con i libri in tribunale e lo scenario conseguente e irreversibile provocherà qualche centinaia di licenziamenti e la messa sul mercato dell'azienda''. ''Confido - ha aggiunto - nella responsabilità e disponibilità dei lavoratori a cui va la mia gratitudine per la pazienza, nel senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali e nella cooperazione necessaria e doverosa delle altre istituzioni a cominciare dalla Regione Campania e dal Governo''. Rispetto alla sua assenza al vertice che si è svolto la notte scorsa, de Magistris ha affermato che ''la posizione illustrata è quella del sindaco. Noi siamo una squadra - ha concluso - Parteciperò nel momento in cui c'è la stesura dell'accordo perché la trattativa sindacale nel dettaglio non è compito del sindaco che invece si sta assumendo una responsabilità che nessun primo cittadino delle altre Città metropolitane si è assunto perché hanno messo sul mercato le aziende, svenduto i servizi essenziali e licenziato i lavoratori''.

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