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Mar22072014

Ultimo Aggiornamento03:56:53

CRONACA: Arrestato Beneduce, boss della camorra flegrea

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NAPOLI (di Raffaele De Lucia)- Aveva trascorso nel Lazio il suo periodo di latitanza e oggi forse, sentendosi al sicuro stava ritornando a Napoli, Ma i carabinieri del Comando provinciale di Napoli lo hanno intercettato e arrestato a bordo di un treno intercity diretto in città. E' finita così la latitanza di Gaetano Benedice boss indiscusso della camorra puteolana. L'uomo fuggito agli obblighi di sorveglianza nel 2006, da allora era irreperibile.  Beneduce, insieme a Gennaro Longobardi che è in carcere in regime di 41 bis e sconta una condanna di 16 anni, sono stati a lungo considerati enti i reggenti della camorra a Pozzuoli.Fino al 1989, Gaetano Beneduce era un semplice operaio della Sofer di Pozzuoli. Ma, secondo le informative in possesso dei carabinieri e della Polizia di Stato, l'anno in cui Beneduce si licenziò, coincide con la sua presa del potere del clan che da lui prende il nome. Ma la prima volta che il cognome Beneduce sale agli onori della cronaca è nel 1981, quando il futuro boss fu colpito da un mandato di cattura per rapina aggravata e altro. Due anni più tardi, nel 1983, il boss fu vittima di un agguato che fortunatamente per lui non gli fu fatale. Negli archivi delle forze dell'ordine c'è scritto che le grandi vicende giudiziarie degli anni '80, convinsero il boss a mantenere una condotta più cauta, quasi un' “eminenza grigia”. In pratica di Beneduce non si parla, o si parla poco fino al 7 dicembre del 1994 quando i suoi killer entrarono in azione negli spogliatoi del Circolo Canottieri a Napoli, trucidando il boss Gaetano Di Costanzo e i pregiudicati Pasquale Arienzo, Pietro Avallone e Francesco Zenga.
Dell'omicidio di Di Costanzo, all'epoca capo indiscusso della camorra flegrea, e dei suoi, fu accusato il boss Antonio Malventì su ordine del padrino
Carmine Alfieri che voleva controllare la zona flegrea. Dell'uscita di scena di Di Costanzo beneficiarono le organizzazioni 'minori' quali erano quella dei Beneduce-Longobardi e quella dei Bellofiore-Sebastiano. Ma la convivenza era destinata a finire e come sempre, quando si tratta di camorra, col piombo.
Il primo giugno del 1997, un vero e proprio plotone d'esecuzione entrò in azione in via Ovidio nel rione Toiano. Nel mirino dei sicari i boss Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore. Nel corso dell'agguato rimase ferito di striscio anche un ragazzino di tredici anni, Francesco Minopoli. Da allora i clan Longobardi e Beneduce furono gli unici capi a Pozzuoli e dintomi.

 

fonti storiche napolionline.org

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