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Gio17042014

Ultimo Aggiornamento05:56:06

CRONACA: Blitz antidroga: 54 arresti tra Napoli e Caserta

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CASERTA (di Elvira Sagliocco)- Vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere tra le provincie di Napoli e Caserta. Nelle prime ore del mattino sono state eseguite, nell'ambito di un'indagine delle Dda di Napoli, 54 ordinanze di custodia cautelare in carcere (11 ai domiciliari), emesse dal gip del tribunale di Napoli, nei confronti di altrettanti indagati, indiziati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio.

 Sono stati, inoltre, sottoposti a sequestro beni mobili e immobili per un valore complessivo di 3 milioni e 900 mila euro.L'attività investigativa, avviata nel giugno 2010, anche grazie all'utilizzo di una serie di intercettazioni telefoniche, ambientali e video sulle piazze di spaccio, ha permesso di individuare e, quindi, sgominare due gruppi criminali dediti allo spaccio e al narcotraffico, in particolar modo di cocaina,  per rifornire le piazze di spaccio del Casertano e del Napoletano, giungendo persino a Frosinone e a Ravenna. Il gruppo che operava nella provincia di Caserta, da quanto emerso dalle indagini, era suddiviso in tre sottogruppi, legati alle famiglie malavitose di Raffaele Piscitelli, detto " 'o cervinese", di Santa Maria a Vico, Del Gaudio di Santa Maria Capua Vetere e di Clementina Barberino, ex convivente di Piscitelli, di San Felice a Cancello. Per quanto riguarda il gruppo attivo nella provincia di Napoli, invece, il blitz ha interessato Secondigliano, Miano, Scampia e il Rione Traiano. Le indagini, inoltre, hanno permesso di individuare anche il modus operandi, escogitato soprattutto dal gruppo operativo nel casertano, che prevedeva la costante presenza di pusher e vedette nelle piazze di spaccio. Quest'ultimi, particolarmente attenti ai controlli delle forze dell'ordine, per eludere eventuali intercettazioni, ricorrevano all'uso di un linguaggio in codice: infatti,  frasi come "prendere un caffè" o "portami una palla" venivano utilizzati per indicare l'ordine d'acquisto per la droga. La loro scaltrezza, inoltre, li ha portati addirittura a disinstallare un sistema di telecamere posizionato dalle forze dell'ordine in una delle tante piazze interessate. 

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