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Mar26092017

Ultimo Aggiornamento08:37:21

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CRONACA: Parrucchiere anticlan: "Mollo tutto, vado via!" (VIDEO)

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NAPOLI- “Salvatore Castelluccio ha ormai deciso di chiudere definitivamente la saracinesca in largo Ecce Homo perché è stanco di convivere con il clima creatosi dopo le sue denunce contro i camorristi che lo taglieggiavano, ma dobbiamo aiutarlo a non lasciare la terra in cui è nato e cresciuto e ad abbandonare anche il suo lavoro”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione politiche sociali, che, questa mattina, è tornato nel suo locale portando anche i microfoni de La radiazza su Radio Marte di Gianni Simioli, con l’obiettivo di “creare una rete di solidarietà per aiutare Salvatore a ricominciare senza aggiungere un’altra sconfitta a quella rappresentata dalla sua decisione di chiudere il locale in cui ha cominciato e ha conquistato tante clienti al punto che i camorristi si accorsero di lui e cominciarono a chiedergli somme sempre più alte”.

“Per assurdo, Salvatore ha avuto aiuti concreti da fuori regione, come dimostra la raccolta fondi messa in piedi nel ristorante Il turista a Pisa da Antonio Veronesi, ex responsabile della ConfCommercio di Pisa, mentre in pochi, tra i napoletani, l’hanno aiutato a cominciare dai clienti che non sono più andati nel suo negozio” ha aggiunto Borrelli sottolineando “l’aiuto offerto dal cardinale di Napoli, Sepe, che ha messo a disposizione del parrucchiere un appartamento di proprietà della Curia per i prossimi anni visto che non riusciva più a pagare un fitto per vivere”.

“Ora Salvatore vuole ricominciare da Sorrento dove ha trovato un locale che potrebbe andar bene per la sua attività, ma servono 50.000 euro che lui non ha” hanno aggiunto Borrelli e Simioli annunciando “l’avvio di una raccolta fondi concreto e non virtuale” e, soprattutto, invitando “tutti quelli che vogliono dare un aiuto concreto ad andare nel negozio di largo Ecce Homo fino a fine ottobre”.

"Il rispetto e la solidarietà nei confronti delle vittime di camorra, non può spingersi fino al punto di accettare ricostruzioni non veritiere e fuorvianti della realtà. Come Castelluccio sa bene, egli ha già ricevuto tutto ciò che le normative consentono. Da quelle nazionali, penso all'accesso al fondo di solidarietà per le vittime di racket, a quelle locali, penso all'esenzione dai tributi locali per tre anni attraverso l'iniziativa promossa dal Comune di Napoli nel 2014 per quanti denunciano ed ottengono sentenza di condanna in primo grado di tali episodi.

 

Inoltre, numerose sono state le iniziative di solidarietà, promozione nella rete del consumo critico ed incontri tecnici al fine di verificare la disponibilità di un bene confiscato salvo poi dover rinunciare ad un'attività di natura commerciale, partecipare ad un bando e dare vita ad un progetto sociale, non essendoci normative che consentano agli enti locali di assegnare locali nella sua disponibilità in tali situazioni e ad oggi rilevando beni confiscati nella disponibilità del comune, penso ad uno in particolare a Secondigliano, che furono esclusi perché non in una zona utile.

 

Questi sono i fatti, appunto, diverse le opinioni e le critiche, sempre legittime e anche bene accette. A patto che non finiscano per stravolgere quei fatti e fuorviare tutti coloro che, come Castelluccio, sono vittime o hanno già denunziato la camorra. Detto questo, la porta del mio ufficio e di quello del sindaco sono sempre aperte, a patto che la chiarezza sia la bussola che orienti tutti noi.

 

E che ci ricordi che l'avversario da combattere non è lo Stato, che mai come in questo caso ha fatto il suo dovere, bensì la camorra che isola nei suoi contesti chi ad essa si ribella."

 

E' la dichiarazione dell'Assessore Alessandra Clemente.

 

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