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Mar12122017

Ultimo Aggiornamento06:38:10

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POLITICA: In Consiglio Comunale la relazione dell'assessore Panini sulle iniziative a seguito della delibera della Sezione Regionale della Corte dei Conti

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NAPOLI- Il titolare della delega al Bilancio ha illustrato i punti principali dei rilievi mossi dall'organo contabile ed enunciato l'azione dell'Amministrazione per contrastarne gli effetti negativi. 

L'assessore al Bilancio Enrico Panini, prima di entrare nel dettaglio tecnico, ha voluto chiarire preliminarmente che la Corte dei Conti ha svolto un lavoro serio e importante, e ora si attendono decisioni importanti anche da parte della commissione bilancio del Senato.
Va ricordato che la Giunta de Magistris appena insediata mise in campo un'operazione verità sui conti, un'operazione che l'assesosre ha riepilogato indicando una serie di cifre che esemplificano la difficilissima situazione trovata. Da questo quadro si partì per lavorare ad un risanamento che ora si rischia di vanificare, perché, ha detto l'assessore dopo aver enunciato una serie di cifre per ricordare le prime azioni messe in campo, il dissesto produrrebbe effetti gravi sulla città e sui cittadini, effetti che la Giunta ha inteso contrastare col ricorso alle sezioni riunite contro la delibera emanata dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.
La scelta stessa fatta all'epoca di avviare un'azione forte col Governo e di arrivare al piano di rientro senza fare scelte di dissesto portò alla rottura in Giunta con l'allora assessore al bilancio che aveva un altro orientamento. La Corte non ha approvato il piano di riequilibrio sostenendo che quando vi fu l'approvazione l'Amministrazione sarebbe già stata in una condizione di dissesto. Nel novembre 2015 ci fu l'approvazione della strada intrapresa da parte delle sezioni riunite che riconobbero un cambio di rotta rispetto alle politiche precedenti, come l'aumento della pressione tributaria. Fino ad ottobre 2015 si mantennero sostanzialmente i punti fondamentali del piano, come il pagamento dei credtori, la riduzione del numero delle partecipate e della spesa, ma dopo si cominciò ad andare in difficoltà perché iniziano ad emergere gli effetti prodotti dalle nuove politiche di bilancio. Nel 2016 si abbatte il debito Cr8 nei confronti del Commissariato dei rifiuti, si procede all'assunzione delle maestre, non vi è nessun licenziamento di dipendenti, si attuano lepolitiche di mobilità tra le partecipate.
Sulle motivazioni di conclusione della deliberazione 240 della sezione regionale di controllo , i due più rilevanti sono stati oggetto di ricorso alle sezioni riunite: l'elusione del patto di stabilità per il 2014 e l'elusione dal saldo di finanza pubblica per il 2016. Il primo determina effetti sull'anno finanziario 2018 come blocco assunzioni, blocco finanziario e la riduzione dei trasferimenti erariali in misura pari allo sforamento del patto. Su queste due motivazioni, è stato predisposto il ricorso, ritendendo non vi sia stata alcuna elusione, né del primo né del secondo punto.
I rilievi hanno riguardato anche le procedure da seguire per la rimodulazione del debito, la determinazione dei residui, il mancato incasso degli utili ABC e il mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Su questi ultimi due aspetti è stato eccepito che per il 2014 gli introiti percepiti come utili da ABC sono stati destinati ad interventi strutturali necessari al completamento del ciclo integrato delle acque. Sul 2016, dove il nodo è costituito dai debiti fuori bilancio, si rileva infondato attribuire su un solo anno debiti di un anno e mezzo, così come riconoscere il debito del Cr8 nel 2016 non è elusivo della norma perché è a febb 2016 che le norme hanno riconosciuto non fondato il rilievo del Comune rispetto a questo debito, mentre fino ad allora lo ritenevamo non iscrivibile in bilancio, Ci si augura, ha detto Panini, che le sezioni riunite della Corte decidano nel merito quanto prima perché gli effetti sul 2018 risulterebbero essere particolarmente gravosi.
Sul fronte della riscossione, ha spiegato l'assesore, vi è un miglioriamento, ma siamo ancora profondamente insoddisfatti e ci è stato mandato di invertire la tendenza. Aumenta la capacità di riscossione, pur se in modo ancora insoddisfacente. Sull'IMU 2017 siamo a un livello molto alto, imposta di soggiorno è già al 97%, mentre i. dati negativi riguardano le multe stradali e la Tari, specialmente rispetto alle utenze commerciali. Per chi vorrebbe mettersi in regola, ma non ce la fa, sarebbe utile ragionare sul sistema del baratto amministrativo. Nel 2018 si inciderà sulle cosiddette “locazioni brevi” e sull'utilizzo dei beni religiosi che sfuggono a Imu e Tari. Il tasso di spesa 2015-2017 si riduce, mentre sono in corso gli accertamenti rispetto al patrimonio immobiliare e alle morosità incolpevoli. La vendita del patrimonio risente invece degli effetti del mercato e per questo è stato chiesto a Cassa Depositi e Prestiti di svolgere una sorta di calmieramento del mercato.
Il disavanzo accertato dalla deliberazione della Corte risulta di una consistenza diversa, e va segnalato, rispetto al patto di stabilità, che in corso d'opera sono state emanate norme stringenti che vincolano la spesa dell' ente.
Ultimo punto importante, all'inizio del 2016 sono state introdotte le norme sulla contabilità armonizzata, con un cambio di sette regole fondamentali sulla tenuta dei conti, con conseguente aumento della sofferenza degli enti impegnati in piano di riequilibrio. Cambia la copertura del fondo crediti di dubbia esigibilità, si introduce il fondo oneri passività latenti con ulteriore accorpamento di somme e costante riduzione dei trasferimenti. Ad un certo punto si sceglie che la funzione di esattore venga svolto dall'ente locale e non più dal governo centrale. L'Amministrazione ha posto all'Anci e a al Consiglio dei Ministri la questione che in Italia 250 comuni hanno sottoscritto regole per rientrare dalla situazione di predissesto e se cambiano i patti sottoscritti, si sceglie di mandare questi comuni tutti fuori regola. Non è stato posto il tema di norme ad hoc per Napoli, ma si è cercato di rappresentare l'insieme dei problemi dei comuni. Questa risulta essere un'importante soddisfazione, perché un cambio senza raccordo impedisce ai comuni di onorare i propri impegni. Si attende ora una norma dalla commissione bilancio del Senato per dare risposta alla questione posta che l'ottanta per cento della popolazione del Mezzogiorno vive in enti in predissesto, una riproposizione drammatica della questione meridionale rispetto alla quale credo si sia in grado di dare una risposta positiva.
L'imposizione del vincolo dell'equlibrio di bilancio, ha concluso l'assesore Panini, è una norma che parla alle finanze e non alle donne e agli uomini, mentre invece va costruita l'Europa dei popoli, che il bilancio deve seguire e non precedere.

Numerosi gli interventi dei consiglieri sui contenuti della relazione dell’assessore al bilancio

Il consigliere Pietro Rinaldi (Napoli in Comune a Sinistra), apprezzando il tono costruttivo degli interventi finora espressi, ha definito necessaria una confluenza dialettica di tutte le forze politiche presenti in aula in favore di quelle norme che si attendono dal governo centrale, in un momento così delicato del dibattito parlamentare sulle sorti dei cittadini di tanti comuni italiani. Uno sforzo comune – sul quale poi ognuno si dividerà nel merito nelle fasi successive – ma che al momento deve avere il comune obiettivo di arginare il fallimento della città. Bisogna rispondere con trasparenza e sincerità sul merito o demerito di questa amministrazione nell’essere riuscita ad arrivare fin qui, evitando il dissesto in passato, e prendere atto degli sforzi compiuti. Dopo aver espresso valutazioni sulla vicenda CR8, sulla vicenda ABC, sulla riscossione delle multe del 2003, Rinaldi ha chiesto un fronte comune per interpretare le norme - in un campo nel quale non esiste giurisprudenza - per resistere al dissesto e assicurare il salvataggio economico della città, a fronte di avvenimenti certi e non influenzabili dall'Aula connessi alle pronunce della Corte dei Conti e del Parlamento.

La consigliera Eleonora De Majo, apprezzando il clima costruttivo presente oggi in aula, ha invitato a non appiattire la discussione sulla sola delibera 240, ricordando che il ruolo della politica deve essere un altro. De Majo ha ricordato che i dati oggi a disposizione fanno pensare ad una nuova questione meridionale, per queste ragioni è necessario tener presente le conseguenze del dissesto finanziario sui cittadini, ed è giusto riflettere sulla genealogia di questo momento, che non esclude le responsabilità delle precedenti gestioni. Pur riconoscendo che alcuni punti del piano di riequilibrio non hanno funzionato, bisogna tener conto delle responsabilità dei grandi evasori, i primi dai quali bisognerebbe esigere l'appianamento dei debiti. Tutte le forze politiche devono ora darsi la mano, perché ciò che è in ballo è il salvataggio di Napoli e di tante città meridionali, in un quadro nel quale hanno pesato le conseguenze della crisi del 2008 ed il ruolo delle grandi banche. Non ci sono alternative alle soluzioni che si intravedono ora – ha concluso De Majo – anche se la possibilità di spalmare il debito in trent’anni non è costituzionalmente orientata.

Il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli) ha parlato di una situazione complicata che impone assunzioni di responsabilità da parte della maggioranza sui motivi che hanno portato alla situazione odierna. Solo allora si potrà ragionare su come non far pagare ai cittadini le conseguenze del dissesto. E' auspicabile che il ricorso dell'amministrazione venga accolto, ma al momento lo stesso non risulta convincente. Sull'efficienza del sistema di riscossione, Moretto ha ricordato gli elementi non veritieri inseriti in bilancio e, sulla situazione di Anm, delle società in liquidazione come Napoli Sociale, Moretto ha parlato di una situazione catastrofica che nulla ha a che vedere con ciò che viene riportato. Se la squadra che dovrà gestire l'ulteriore indebitamento a trent'anni è la stessa, se non ci sono assunzioni di responsabilità, ha concluso Moretto, i problemi restano tutti sul campo e rischieremmo solo di aumentare un deficit in costante aumento.

Mario Coppeto (Napoli in Comune a Sinistra) che ha invitato a riflettere sulle scelte finora compiute che non sono state sufficienti a mettere in sicurezza l'Amministrazione. Per fare di più occorre attendere non solo l'esito del lavoro importante compiuto dall'Anci nell'ambito degli emendamenti alla legge di bilancio, ma anche, a partire dall'aggiornamento del regolamento delle dismissioni, dare un segnale incisivo per favorire la leva della vendita del patrimonio immobiliare perché è evidente che l'atteso non è stato ancora soddisfatto. Come si accelera il tema della Napoli Riscossione, come diamo le gambe necessarie alla Napoli Holding per svolgere il suo ruolo, questo va chiarito, ma va anche detto con forza che i cambiamenti normativi hanno messo in discussione i contenuti del patto e questo va spiegato ai cittadini. Sulla delibera della Corte dei Conti, alcuni rilievi appaiono di grande gravità e suscitano dubbi sull'operato dell'Amministrazione, ma il cambiamento del pacchetto normativo non solo ha messo in discussione le ragioni del patto, con il fondo di svalutazione crediti che è diventato un macigno che contribuisce al disavanzo e questo per la normativa tecnico contabile cambiata. Gli enti locali finanziariamente più deboli pagano le scelte internazionali in materia di finanza che per contenere il debito ha scaricato sulle periferie il costo di risanamento dei conti.

Marco Nonno (Fratelli d'Italia) che denuncia un debito che la maggioranza che si è alternata alla guida della città si trascina da vent'anni, ma non si ha difficoltà a mettersi a disposizione per una mobilitazione comune purché si ammettano le responsabilità degli errori compiuti.

Elena Coccia (Napoli in Comune a Sinistra) per la quale si sta parlando del fallimento delle politiche liberiste e contro questo occorre invertire la tendenza. Bisogna chiedersi dov'era prima la Corte dei Conti, che sembra oggi diventata un tribunale speciale Si sono succedute norme stringenti, tagli sempre più gravi ai servizi e si è innestata la spirale maggiori risorse-maggior debito che sembra non interrompersi più e la Corte dei Conti sembra essere quella che detta cosa si può o non può dare ai cittadini. E invece va detto che ci sono regole che bisogna evadere se non sono giuste, e va abolito l'art. 81 e far ritornare pubblica la Cassa Depositi e Prestiti.

Luigi Felaco (Dema) per insistere sul fatto che il prezzo della crisi non devono pagarlo i cittadini, sicuramente non chi non ha, e per esortare ad andare nella direzione di sostegno forte a questi cittadini. Va stilato un nuovo patto di governo concordato con i territori e i cittadini per rilanciare un'azione amministrativa che sia chiara.

Salvatore Pace (Dema) che ha sottolineato i dati sulla povertà e sul Pil della regione per definire ingiusta una tassazione insostenibile imposta alle regioni meridionali. Il Comune ha una visione che non svende il pubblico e mantiene le fasce di esenzione per i più deboli e cerca di assicurare la casa a chi non può pagarsela. Napoli sta provando a riscrivere le regole del diritto nel senso della libertà e della dignità contro chi preferisce la vicinanza al potere.

Federico Arienzo (Partito Democratico) per il quale la discussione ha assunto una piega sbagliata, con la sottolineatura che tutto il bene starebbe solo dalla parte dell'Amministrazione, mentre il problema vero resta quello di salvare la città dal dissesto. Non tutti i comuni sono in dissesto e c'è chi riesce a mantenere i conti in ordine. Buon senso è sotteso alla mozione che le opposizioni presentano, così come responsabilmente hanno fatto proposte negli anni scorsi, concludendo con l'appello a non fare discorsi ideologici ma ad affrontare concretamente i problemi e i bisogni dei cittadini.
Marco Gaudini (Verdi Sfasteriati) ha sottolineato che uno sguardo rivolto al futuro si tenta di bloccare l'esperimento politico della giunta de Magistris; tutti i Comuni che sono andati al Parlamento hanno espresso al di là del colore politico le difficoltà degli enti locali a partire dalla Costituzione italiana non salvare le politiche di questa amministrazione ma prendere dalle difficoltà dei Comuni accantonando la propaganda elettorale e la politica fatta di proclami e guardiamo all'interesse delle città, conclude con l'appello a guardare al futuro e a fare qualcosa di concreto per il nostro popolo.

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