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Ven21072017

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A lezione di cibo con Slow Food

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NAPOLI (di Daniela Marfisa)- Quante volte vi siete imbattuti nell’espressione “Presìdi Slow Food”? Siete mai stati curiosi di saperne di più? Per diffondere la conoscenza e le attività di Slow Food – l’associazione internazionale che promuove il cibo Buono, Pulito e Giusto – è stato ideato l’evento Slow Food Matching 2015 dal titolo “Incontra il cibo Slow”, appuntamento promosso da Slow Food Campania e Basilicata che si è svolto lunedì 9 marzo presso l’Hotel Terminus di Napoli.

Un incontro che ha visto la partecipazione di soci, istituzioni, operatori e giornalisti di settore, che si è articolato in tre sezioni: Seminari, dedicati all’approfondimento della conoscenza dei vari scenari associativi; Laboratori, per conoscere da vicino i prodotti dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata; B2B, per consolidare la rete di quanti operano nel settore. Allora, cosa sono i Presìdi Slow Food? Sono progetti nati per tutelare i piccoli produttori e per salvare i prodotti tradizionali di qualità; i prodotti coinvolti sono identificati da un marchio riportato sulle etichette, al fine di essere meglio riconosciuti sul mercato. Attualmente la Campania annovera 22 Presìdi, la Basilicata 5. Nel corso della giornata hanno avuto luogo tre laboratori conoscitivi, rispettivamente sui formaggi, sui salumi e sulle conserve dei Presìdi Slow Food campani e lucani. Durante il primo laboratorio, sono stati analizzati e degustati tre formaggi. Il Cacioricotta del Cilento è un prodotto delicato, dall’odore lattico, caprino al 100% e pertanto dal colore candido. Viene consumato fresco oppure come cacio da grattugia, ed è ideale come inizio pasto. Il Caciocavallo podolico della Basilicata è un formaggio pregiato, che prende il nome dalla vacca podolica con il cui latte viene prodotto. Le vacche podoliche richiedono grandi attenzioni, in quanto producono poco latte rispetto ad altre razze, ed inoltre hanno bisogno di essere allevate allo stato brado o semibrado. Tranne la mungitura, che è meccanizzata, tutte le altre fasi di lavorazione del caciocavallo podolico sono manuali. Il colore del formaggio è molto carico per via dell’erba mangiata dalla mandria; ha una stagionatura media o lunga, è a pasta dura e ha odore di burro. È indicato come fine pasto. Il Conciato romano infine è il formaggio più “estremo” (e non solo tra i Presìdi). A latte crudo ovino o misto, ha un odore decisamente intenso, dovuto alla particolare concia (con erbe aromatiche) e alla stagionatura in anfore di creta. Lavorato artigianalmente, è il formaggio più costoso del meridione; trova largo impiego nella ristorazione gourmet e va consumato a fine pasto o utilizzato a mo’ di tartufo. Il prossimo appuntamento Slow Food sarà “Presìdi porte aperte” il 28 e 29 marzo 2015.

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