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Mer13122017

Ultimo Aggiornamento02:29:52

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Gusto e alimentazione sana da “Sua Maestà la Pizza”

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NAPOLI (di Daniela Marfisa)- È stata un’inaugurazione davvero singolare quella del nuovo locale “Sua Maestà la Pizza” di Via Manzoni a Napoli, svoltasi mercoledì 8 luglio. Il pizzaiolo titolare Vincenzo Varlese infatti ha voluto che a celebrare l’inizio della sua trentacinquesima attività commerciale ci fosse una tavola rotonda su Gusto e alimentazione sana.

Dal ricco e variegato parterre dei relatori, moderato dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta, sono emersi spunti e consigli utili per un regime alimentare attento al benessere psicofisico. In primo piano, ovviamente, la pizza napoletana. Se il dottor Carlo Montinaro, presidente dell’Università Popolare Nuova Scuola Medica Salernitana, ha parlato delle tre A derivanti dalla pizza (ovvero Amore, Amicizia e Aggregazione), il professor Giovanbattista Boccacini, coordinatore sud Italia e docente di medicina bio-naturale presso A.MI. University, ha presentato un modo completamente diverso di vedere il cibo, legato alla bioenergia. Ogni essere umano ha una componente vibrazionale, così come ogni territorio. Mangiando prodotti del territorio di appartenenza, si assumono vibrazioni simili alle proprie, che non vanno ad alterare l’equilibrio personale. Quindi, mangiare una pizza preparata con prodotti campani fa bene al gusto ed è in sintonia con l’energia biologica del consumatore. Inoltre, Boccacini ha sottolineato che le vibrazioni si trasmettono da chi prepara il cibo a chi lo assume, pertanto è di fondamentale importanza che chi cucina sia libero da negatività. Vincenzo Varlese ha dichiarato di tenere molto a questa componente, e quindi il suo laboratorio dedicato agli impasti è riservato e inaccessibile a terzi. La dottoressa Maria Valente, specialista dell’alimentazione, ha voluto sfatare il mito che i regimi dietetici impongano sacrifici. Occorre invece mangiare in modo equilibrato, e, soprattutto, consumare prodotti di qualità. La pizza napoletana è concessa nella dieta, magari con qualche piccola astuzia, come quella di mangiare prima un piatto di verdura per abbassare l’indice glicemico. Il dottor Pasqualino Calatola, diabetologo nutrizionista, presidente regionale S. I. M. D. O. (Società Italiana Metabolismo Diabete e Obesità), ha affermato che anche i diabetici possono mangiare la pizza se preparata con farina integrale, in quanto l’indice glicemico è inferiore rispetto alla farina 00, e con una lunga lievitazione. Gli chef Antonio Bedini (ambasciatore AIGS per centro nord est Italia) e Marco Faiella (Quattro forchette rosse Michelin) hanno evidenziato il rapporto sempre più stretto tra il mondo della pizza e quello della cucina, aggiungendo che le sperimentazioni vanno bene, purché fatte con cognizione di causa. Vincenzo Varlese nasce appunto come chef, e successivamente si è dedicato allo studio dell’arte bianca, tanto da diventare più volte campione del mondo della pizza. In questa sua nuova pizzeria, la missione è la qualità: preparazioni con lievito madre, farine complesse (di tipo 1, macinate a pietra), sette impasti diversi dalle 48 alle 120 ore di lenta lievitazione naturale, condimenti di eccellenza come il pomodorino del piennolo del Vesuvio, capperi di Salina, burrata pugliese, alici di Cetara. Attenzione: saranno preparate solo 300 pizze al giorno, in quanto la complessità degli impasti non è compatibile con i grandi numeri. Infine, un occhio al sociale. Nel menu è presente una pizza da 1000 Euro, dall’impasto con carbone vegetale e alghe marine, guarnita con aragosta e scaglie d’oro edibile, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione no-profit “Orfani della vita” guidata dalla cantautrice Maria De Lucia (in arte D’Aria).

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