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La Pizza Napoletana incontra i sapori dell'Umbria

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NAPOLI (di Daniela Marfisa)- Che la nostra Pizza Napoletana possa essere impreziosita dai più svariati condimenti è cosa risaputa. Un disco di pasta fatto a regola d’arte – farina appropriata, il giusto quantitativo di acqua, lievito e sale, lievitazione lenta e accurata – non può che trarre beneficio da accostamenti anche insoliti e creativi, purché i prodotti di farcitura siano di ottima qualità e armoniosamente combinati tra di loro.

Mercoledì 26 febbraio presso la pizzeria La Dea Bendata di Pozzuoli si è celebrato un riuscitissimo matrimonio tra i sapori campani e quelli umbri, in una serata organizzata e condotta dalla giornalista Laura Gambacorta. Il patròn Ciro Coccia ha affiancato alle materie prime territoriali d’alto standard abitualmente utilizzate i prodotti selezionati dall’azienda Brancaleone da Norcia e le birre artigianali del Birrificio San Biagio di Nocera Umbra, che hanno accompagnato l’intero menu, e che sono state illustrate dal mastro birraio Giovanni Rodolfi. Ad aprire le danze, i fritti della tradizione napoletana: arancini, crocchè e montanarine, piacevolmente presentati in una cornucopia di pasta tutta edibile (prima fritta e poi cotta in forno a legna), per raddoppiare il piacere della degustazione; in abbinamento, la pils Gaudens, dissetante e di facile beva. Tutte le tipologie di birra San Biagio sono non filtrate, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia, prodotte con malti ricavati dall’orzo coltivato all’interno dell’azienda agricola biologica del Monastero di San Biagio e con l’acqua di Nocera Umbra. La prima pizza umbro-campana è stata guarnita con fior di latte, funghi porcini e prosciutto cotto alla brace, e accompagnata dalla weizen Verbum, molto adatta a pulire il palato. La seconda pizza invece è stata insaporita da fior di latte, zucca di Capo Miseno, salame di cinghiale e pecorino di Norcia (una variante di una ricetta già presente in carta alla Dea Bendata), e abbinata alla strong ale Aurum. La serata avrebbe dovuto concludersi con i tocchetti di pecorino fresco e stagionato di Norcia, abbinati alla Monasta (ispirata alle antiche tecniche produttive dei monaci trappisti e aromatizzata con miele delle colline umbre e alloro del Monastero di San Biagio), ma il buon cuore di Ciro Coccia ha avuto la meglio, ed ecco che gli ospiti hanno potuto godere anche del piacere di un dessert: le squisite ciambelline fritte zuccherate, ricoperte (a scelta) da cioccolato fondente artigianale o da crema di pistacchio. Fossero tutti così, i matrimoni…

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