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Mar26092017

Ultimo Aggiornamento08:37:21

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Report attacca, la Verace Pizza Napoletana risponde

pizza
NAPOLI (di Daniela Marfisa)- La pizza è dannosa per la salute? Napoli non ci sta. All’indomani della messa in onda della trasmissione televisiva Report di domenica 5 ottobre, che ha posto sotto accusa il mondo della pizza italiana, l’Associazione Verace Pizza Napoletana ha indetto una conferenza stampa presso il polo enogastronomico Eccellenze Campane di Via Brin.

Un incontro fortemente voluto dal presidente Antonio Pace, per sgombrare il campo dai tanti equivoci emersi nel corso del programma. Il punto fermo è che esiste un Disciplinare della Vera Pizza Napoletana, redatto dall’AVPN nel 1984, al quale gli iscritti devono attenersi e che - se seguito scrupolosamente - garantisce un prodotto artigianale buono, sano e genuino. Tante le pecche del servizio contenuto nel programma di Milena Gabanelli, soprattutto l’aver puntato il dito solo su alcune irregolarità (o presunte tali), senza dare spazio alle tante realtà eccellenti della città di Napoli. A dare man forte all’Associazione, relativamente alla questione della presenza di idrocarburi nella pizza cotta nel forno a legna, il parere tecnico del dottor Antonio Limone, commissario presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno con sede a Portici. L’esperto ha stigmatizzato l’inaffidabile metodologia di indagine utilizzata dalla trasmissione (per una corretta analisi, non si esamina solo la parte bruciata del fondo, ma l’intero l’alimento), e ha, di contro, evidenziato che dalle analisi svolte a Portici non sono emerse criticità, in quanto la quantità di sostanze cancerogene rilevate ha un valore bassissimo (pari a circa 0,5 nanogrammi per grammo), tale da non destare preoccupazioni. Non sono mancati momenti di critica verso gli associati che non rispettano le regole prescritte dal Disciplinare (con comportamenti quali utilizzo di prodotti di scarsa qualità o di olio diverso da quello d’oliva, mancata pulizia del forno e delle attrezzature), ma l’AVPN ha ribadito il proprio impegno a perseverare nel lavoro di formazione continua verso i pizzaioli e a irrigidire i controlli verso i propri iscritti. I nostri artigiani devono mettersi nella condizione di essere inattaccabili, tenendo a mente che “il risparmio non è guadagno”! Insomma, a uscirne con le ossa rotte dalla trasmissione non è stata di certo la Pizza Napoletana, ma chi fa una cattiva pizza! Sta al consumatore esigere la qualità e imparare a distinguere gli artigiani seri da chi produce “dischi di pasta” per guadagnare il massimo con la minima spesa. Perché la pizza napoletana realizzata a regola d’arte esiste e bisogna pretenderla.

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