logo_pier

BCC_NAPOLI_banner_superiore

logo_pier

Mar26092017

Ultimo Aggiornamento08:37:21

RELAX-WE-33

Taberna del Principe, la cucina creativa di Giovanni Arvonio

IMG_2723
AVELLINO (di Daniela Marfisa)- Sirignano è una cittadina della bassa Irpinia, raggiungibile in una quarantina di minuti da Napoli.Sull’arteria principale del paese, Via Nazionale delle Puglie, c’è Taberna del Principe, ristorante giunto alla quarta gestione attualmente guidato da Giovanni Arvonio.Classe 1986, originario di Sperone, lo chef ha frequentato la prestigiosa scuola di cucina Alma nel 2010, grazie alla quale ha affinato tecnica e creatività.Taberna del Principe è passata nelle mani di Arvonio nel 2013, ma è dall’aprile di quest’anno che è stato inaugurato un nuovo corso, iniziato dal restyling della sala che ha apportato un aspetto più contemporaneo.Ventisei i posti a sedere totali.

Il nome Taberna del Principe fa riferimento a Francesco Caravita principe di Sirignano, conosciuto come Pupetto, protagonista del jet set internazionale e animatore delle notti capresi negli anni Cinquanta. Leggenda vuole che sia stato lui l’inventore del celebre Spaghetto alla Nerano.La cucina di Arvonio è di territorio e stagionale. Per scelta, qui non si ripete mai la stessa ricetta per due stagioni successive, eccezion fatta per un unico piatto, che resta come riferimento identitario: la “Braciola in crudo”.Nel menu estivo 2017, troviamo piatti della tradizione proposti in veste nuova.La “Parmigiana a modo mio” è eterea, realizzata con spuma di melanzane, buccia di melanzana essiccata e ridotta in polvere, chutney di pomodoro rosso, crema di basilico e aria di parmigiano.La già citata “Braciola in crudo” è un omaggio alla braciola classica, ma presentata sotto forma di tartare. La carne è natica di scottona marchigiana, condita con sale, pepe e olio. Viene abbinata a uvetta, pinoli tostati, prezzemolo, aglio, crema di formaggio (due pecorini di diversa stagionatura), pomodoro al forno e riduzione di vino cotto.Non poteva mancare un tributo allo Spaghetto alla Nerano, proposto però in versione fredda e condito con zucchine crude e cotte, provolone del monaco a crudo non troppo stagionato, caviale di basilico e uno spruzzo di profumo di basilico fatto in casa.Dedicata alla Sardegna (regione nella quale lo chef ha lavorato per sette anni) la “Porchetta di maialino, papaccelle e senape”. Il maiale viene disossato, marinato per 24 ore e poi cotto in forno, quindi servito tagliato a disco per avere tutte le parti dell’animale. Le papaccelle sono in due consistenze, a filetti e in crema; la senape è autoprodotta con semi di senape gialla e nera.Si finisce con la “Crostata cioccolato bianco, crema inglese, pesche, cardamomo e granita alla camomilla”. Il burro utilizzato è esclusivamente di bufala.La carta dei vini non è cartacea ma su tablet, e comprende per metà etichette campane e per la parte restante extraregionali.Il menu degustazione da 5 portate ha un costo di 40 Euro ed è a scelta dello chef.Un tipo di cucina insolito per questa zona, che solitamente privilegia la quantità, ma che merita di essere scoperto dagli amanti della qualità e dell’innovazione.

Musica

JA Teline IV

Piaceri e Profumi

JA Teline IV

Viaggi

JA Teline IV

Sesso

JA Teline IV

Libri & Poesie

Avatar