NAPOLI- In scena al Teatro Il Primo da venerdì 24 a domenica 26 febbraio, la coppia di spettacoli "Festa Senza Luci" di Luca Nasuto con tre storie difficili tra fede, omosessualità, prostituzione e disagio e "Sogni in stereofonia" di Vittorio Adinolfi, teen drama che strizza l'occhio alla fiction e al cinema moderno.
FESTA SENZA LUCI
"Festa senza luci" è una pièce incentrata sulla condizione dell'animo umano in uno squarcio tra fede, omosessualità e prostituzione. In una drammaturgia definita da Nasuto come versi in camera, si alternano le tre storie: in "Approdi sconsacrati", Lucilla, il travestito che diventa perfetta simbologia, un eros prorompente e, al contempo, sofferente perché sostanzialmente incompleto, costretto a scontrarsi con una realtà che, quotidianamente, lo relega ai margini senza alcuna possibilità di appello. In "Cornelia Obitorio", una prostituta interpreterà la sorte dei propri clienti, quasi come se ne rubasse l'anima, infine in "L'Eccelsa opera numero 98", Colomba vittima di abusi sessuali in un contesto lirico e trascendentale.
SOGNI IN STEREOFONIA
Fine anni 80. Una casa borghese. Una festa come tante. Tra ragazzi e ragazze. Compagni di classe. Tante persone che si "cercano", si "lasciano", si "incontrano", si "scontrano"... All'improvviso va via la luce, lo stereo si spegne. E all'improvviso i "rapporti" cambiano, le sicurezze cadono. Ma la festa continua a lume di candela. Quando ritornerà la luce, verrà illuminata una stanza piena di carte, briciole, bottiglie vuote e persone che ballano lentamente: la festa è finita... ed anche gli anni 80, con le sue "luci", sono giunti ormai al termine. Amori... primi baci... speranze... illusioni... luci colorate... tutto a ritmo della migliore musica anni '80. Un vero e proprio teen drama, che strizza l'occhio alla fiction e al cinema moderno.









