ROMA- Un tracciato delle nostre emozioni che racconta come siamo a livello emotivo. Il mondo dei socialnetwork sale in cattedra e spiega ai suoi utenti come stanno e con buona probabilità anche come staranno. In Italia siamo felici: lo siamo stati da agosto, nel pieno della crisi del debito, poi lo siamo diventati sempre di più, fino a novembre con le dimissioni di Silvio Berlusconi, e continuiamo a esserlo. Felici e ottimisti, anche se l'ottimismo sembra in calo. Chi lo dice è un motore di ricerca semantico, Cogito, che legge gli status di Facebook e li elabora per dirci come stiamo.Si tratta di un progetto chiamato Italian Mood realizzato dai ricercatori del laboratorio tecnologico della università la Sapienza di Roma, il Cattid. Istallato a Stazione Futuro, la mostra sull'innovazione di Torino per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il primo a usarlo fu il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Soddisfatto.
Punto. Oggi. Punto", queste le sue parole. Da lì Cogito ha analizzato gli status pubblicati dagli italiani su Facebook dando un risultato finale: siamo un popolo di gente felice, perché, si sa, la felicità è un fatto privato.L'idea di analizzare gli stati d'animo parte proprio dal colosso di Mark Zuckerberg che nel 2010 lanciò il Gross National Happiness Index per misurare la felicità interna lorda. Lo ricorda lo studioso del web Vincenzo Cosenza: ultima rilevazione nel maggio dello scorso anno, ma il progetto non sembra essere interrotto. Ad affascinare di più è però Twitter, il microblogging da 140 caratteri. Si scrive molto ed è tutto pubblico, a differenza di Facebook dove i profili possono essere chiusi a terzi. Ogni giorni circolano nel web 230 milioni di tweet e in casi di fatti eclatanti si raggiungono picchi da 5mila tweet al secondo.Una mole di dati immensi che non è sfuggito ai ricercatori, come ad Alan Mislove, della Northeastern University di Boston. Lo scorso anno lo studioso ha analizzato 30 milioni di tweet scoprendo che gli stati d'animo mutano in base alle ore del giorno e che possono essere usati anche per prevedere comportamenti futuri, dal film che vedremo a come andranno le Borse. È il ramo della nuova "scienza dei sistemi complessi" e tra i primi a studiarla ci sono tre italiani, "cervelli in fuga": il fisico Alessandro Vespignani da Parigi, l'informatico Filippo Menczer dall'Iowa e Alessandro Flammini tra il Mit di Boston e Losanna, sotto la supervisione di Mike Dunn preside dell'università dell'Indiana. Ne è nato uno studio che pian piano si è spostato sulla finanza con l'ipotesi che la Borsa influenzi gli stati d'animo delle persone e viceversa. L'accuratezza era quasi dell'86% per il Dow Jones e ben presto arrivarono le società finanziarie che hanno acquistato l'algoritmo. La prima è stata la Derwent Capital Markets di Londra che ha creato un fondo di prodotti finanziari basati su Twitter con risultati più che positivi, dando il là alla corsa ai tweet da parte della finanza. Ora ci si sta spostando sulla politica con il progetto Truthy in vista delle prossime presidenziali negli States. Che sia un tweet o uno stato di Facebook, ora lo sapete: a ogni vostra azione sul web corrisponde una reazione anche nella realtà.
BY HAISENTITO.IT









