22 Lug 2010 |
Viaggi
27 Lug 2010 |
NAPOLI (di Roberta Porciello)- Valigia fatta, giuda alla mano, macchina carica, acqua c'è , la "marenna di mammà" c'è, macchina fotografica pronta, non manca nulla, allora via alla scoperta dei colori e dei sapori della Provenza. Risaliamo lo stivale con la nostra automobilina carica carica, prima tappa, Pisa!. Tra le varie città italiane nel nostro bagaglio, il fazzoletto di terra che racchiuso tra le cinte murarie conserva in un solo colpo d'occhio il candore dei monumenti adagiati sul verde tappeto erboso, ci mancava. Emozionante, brioso, vedere ciò che hai studiato, immaginato, visto in foto mille volte ed ora sei lì, hai davanti a te la piccola grande Torre di Pisa con il Battistero orientalizzante e la cattedrale dove spicca, quasi aleggiante sull'altare un mosaico di Gesù: mozzafiato. Guardando la piazza del Duomo nella sua totalità possiamo capire a pieno l'espressione di straordinaria efficacia di Gabriele D'annunzio che la denominò "Piazza dei Miracoli", una volta lambita dal fiume scomparso Auser. Tra un ventaglio, un ghiacciolo ed il cappellino immancabile ci godiamo una calda mattinata tra le bellezze storiche di un bianco marmoreo che abbaglia, prima di rimetterci in macchina alla volta della Francia e in particolar modo di Tolone e della Provenza. Una piccola città tra la ricca Costa Azzurra e la tradizione vitivinicola e i colori della Provenza, Toulone o Tolone è una cittadina dalle molteplici identità per vicissitudini storiche prima e mode architettoniche poi. Il piccolo Duomo, vicino al porto, è sempre stato punto di riferimento intorno al quale piccoli edifici dai color pastello sono stati edificati creando stradine e slarghi, vie strette e sinuose, perfette per i caratteristici mercatini provenzali. La città alta si estende fin sotto al monte Faron dove trabocca di monumenti come l'Operà, la Piazza della Libertà, la Stazione e i vari palazzi borghesi voluti da Napoleone III. Due realtà, palazzi aristocratici e edifici popolari, che ben convivono in una cittadina dalle molte sfaccettature. Nelle nostre mattinate dedicate all'esplorazione del posto, stiamo rimasti incantati dal fascino proprio di questa zona, i mercatini dove ricchi colori, profumo di lavanda, calore dell'accento fanno parte del patrimonio tolonese. Li abbiamo girati tutti dal più famoso ed esteso Corso Lafayette, per non dimenticare Piazza Martin il Bindourè al Pont du Las e a Piazza Emile Claude e Monsignore Deydier al Morillon. Passeggi tra i banchi di frutta e verdura dove, vuoi per i tendoni tra il giallo e l'arancio baciati da un caldo sole, i colori risaltano, spiccano come fossero frutti finti, tutti ben puliti e ordinati, aleggia nell'aria oltre ad un odore di spezie un caldo francese sempre composto e a modo. Dal caos sempre moderato, siamo sempre in Provenza, del mercato saliamo con la Funicolare sul monte Faron , dove è possibile godere la vista sulla base navale che si estende per diversi chilometri , la rada e più a lungo il mediterraneo… |
NAPOLI (di Chiara Maci)- "La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso" (F. De Andrè) Spiagge bianche, acqua cristallina e fredda, clima ventilato. Un'architettura incantevole, un turismo elegante e divertimenti "chic" per tutte le età.La Costa Smeralda, che i più conoscono per avvistamenti vip e per inaugurazioni di locali modaioli, rappresenta per molti un miraggio, una meta estiva costosa ma ideale per la meraviglia del mare e del luogo.In pochi conoscono però l'altra faccia della regione. La Sardegna dell'entroterra, dei pastori e dei loro pecorini divini, dei vini di nicchia prodotti in quantità limitate, dei paesaggi aspri e incontaminati. Lasciandomi alle spalle Porto Cervo, mi dirigo verso ovest, direzione Benetutti. Un piccolo paesino in provincia di Sassari famoso per le sue terme, nella zona di Goceano (regione della Sardegna centro settentrionale), dove mi attendono persone originarie del luogo pronte a istruirmi sulla cultura culinaria e vinicola locale.Davanti a me verdi filari di vite, incantevoli bouganville dalle sfumature viola brillanti, pietre a vista unite a rendere unica l'architettura del posto. Davanti a me una cantina e un tavolo imbandito con ogni prelibatezza. I colori e i profumi sono indescrivibili. Sono altri colori, altri profumi. E' un'altra Sardegna.Ad accogliermi, il proprietario, creatore di un incantevole albergo a Porto Rotondo ( http://www.hotelsastore.it/) e di una nuovissima etichetta, "Balentìa", ottimo cannonau di Sardegna (da gennaio in commercio) prodotto e imbottigliato nella zona di produzione di Benetutti. Il signor Dessena, dividendosi tra la costa e l'entroterra, mi narra di come sia importante di questi tempi portare la cultura dell'entroterra a galla, facendola conoscere al turista che "qui non viene più per il solo mare". Mi racconta di come sia diventato necessario mantenere nei ristoranti della costa i piatti tipici della cultura sarda, per istruire e per non perdere le tradizioni. E di come negli anni l'isola abbia fatto passi da gigante, posizionandosi ai primi posti del panorama enologico italiano, con i suoi famosi Vermentino, Carignano, Cannonau, Malvasia di Bosa e Vernaccia di Oristano. E di come la gastronomia locale si stia espandendo anche "in continente", trasformando quelli che erano una volta "sapori troppo forti" in qualcosa di ricercato e originale."E' l'importanza della tradizione che noi non abbiamo mai abbandonato".Per iniziare il viaggio nella cucina locale, inizio addentando una sfoglia di "pane guttiau", un croccante e saporito pane carasau condito con olio extra vergine di oliva, sale, aglio e pepe e infornato per qualche minuto, e ci abbino un'ottimo pecorino sardo fresco, a pasta bianco avorio. Proseguo poi assaggiando i "culurgiones", ovvero grossi ravioli ripieni … |
NAPOLI (di Chiara Maci)- Mettersi al volante della Chevrolet gialla fiammante e scendere lungo la costa, dal Napa Valley verso sud. Direzione San Diego.Siamo al confine con il Messico, sulla costa dell'Oceano Pacifico.Una splendida combinazione di colori, profumi e architettura. Un clima mite tutto l'anno, una costa incantevole, una cultura ricca che ti consente una vacanza "versatile" e ogni giorno diversa. Abbondano musei, parchi naturali, spiagge, zoo ( San Diego Zoo, Wild Animal Park, Balboa Park - il più grande parco urbano culturale negli Stati Uniti, Sea World, le spiagge di Ocean Beach e Pacific Beach).Leggi tutto: IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi: California on the food-road (PART 2) |
NAPOLI (di Chiara Maci)- Ore di controlli, valigie aperte e 19 ore di viaggio circondata e schiacciata da americani decisamente sovrappeso. Una lingua straniera, una fila per extracomunitari e una chevrolet gialla fiammante ad aspettarmi. Una cartina di Los Angeles, un cambio automatico e 12 ore di sonno. Un caffè lungo da Coffee Bean (uno dei mille competitor americani del più famoso Starbuck's), un Donut da Dunkin' e un french toast per iniziare la giornata. Visitare la California in macchina non ha eguali. Basta una macchina fotografica, una cartina, un taccuino dove annotare ristoranti in cui tornare e ... il gioco comincia. Le tappe si decidono giorno per giorno. Partendo da Los Angeles fino ad arrivare nel NapaValley, a nord di San Francisco, fermandoci nei piccoli paesini della costa, nei motel semi abbandonati a picco sul mare, nei ristoranti sconosciuti ai più, per assaporare i sapori veri di un viaggio che di turistico ha ben poco.Santa Cruz, Kingman, Monterey, Carmel, Big Sur, Morro Bay. Un piccolo motel sulla Pacifica 1South, gestito da Andy e Rita, una coppia indiana al loro primo nuovo lavoro. Lui mi racconta di come sia diversa la realtà californiana da quella indiana mentre lei prepara la migliore Clam Chowder mai mangiata. Una sorta di zuppa di vongole con aggiunta di panna e chissà quale "intruglio americano", da mangiare rigorosamente nella "ciotola di pane".Questa zuppa mi aveva dato il benvenuto appena arrivata a San Francisco. Chiunque di voi sia stato in questa indimenticabile città non può non ricordare il Pier 39, dove, circondato da leoni marini e da ristoranti Bubba Gump (ovviamente quelli del famoso amico di Forrest Gump) mangi Clam Chowder con contorni di french fries, hot dog cosparsi di ogni salsa e cioccolate di ogni genere nei tanti negozietti specializzati.Il Pier 39 è un'oasi di colori, rumori e sapori. E San Francisco, con la sua aria gelida e la sua nebbia costante, è un insieme di razze, tradizioni e costumi che perfettamente coesistono. Trovi la più grande Chinatown del mondo, dove mangiare le migliori minestre di pesce in stile asiatico e sfidare la fortuna con i bigliettini nascosti nei "fortune cookies" tipicamente cinesi, e riesci a mangiare la migliore pizza della città sentendoti a casa, da "Franchino" e negli splendidi ristoranti italiani della Little Italy.E per bere i migliori vini californiani basta spostarsi un pò più a nord di San Francisco, nella zona del Napa Valley, la più celebre area vitivinicola Californiana. La zona di Robert Mondavi. Colui che ha insegnato agli americani a bere e che puntava a "fare vini americani all'altezza dei migliori bordeaux francesi". Qui la viticoltura gira attorno allo Zinfandel (il nostro Primitivo), considerato ormai autoctono della zona, e a varietà internazionali quali Chardonnat, Sauvignon Blanc, Riesling a bacca bianca, e Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Merlot e Cabernet Franc a bacca rossa. E Robert Mondavi riesce a creare da questi vitigni due capolavori …Altri Articoli...
Pagina 1 di 4 © 2009 Napoli Village di Raffaele De Lucia P.IVA 06044601216 Area Riservata |














