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IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi: Aroma de Roma

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roma1NAPOLI (di Chiara Maci)-

"Ce sta 'na leggenda romana, legata a 'sta vecchia fontana, per cui se ce butti un soldino, costringi er destino a fatte tornà" (Arrivederci Roma - Renato Rascel)  

Roma di notte è magicamente suggestiva.Non capisco come sia possibile sentirsi a casa propria in una città che di te nulla ha visto e nulla sa. Eppure cammino come se conoscessi le strade."dimmi cos´è che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo...". Eh già, aveva ragione Venditti. Il mio ipod che mi accompagna e gli occhi lucidi di ricordi. Questa città è ricordo nonostante tu non ci sia mai stata.Qualche scatto rubato ad un libro di fotografie, qualche frame di un vecchio film.Una passeggiata a San Pietro, un giretto tra le bancarelle natalizie di piazza Navona, un film all'aperto sull'isola tiberina, una "grattachecca" (la granita tipica romana) affacciata sul ponte di Castel S.Angelo, un bicchiere di vino in campo de´ fiori, il tassista che mi indica il Colosseo e mi chiede di dove sono.Bologna."Bologna? Ce so´ stato a Bologna! Ce´ sta ancora la via indipendenza?"Eh già, ce sta ancora.

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UN BIGLIETTO PER...La Provenza

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IMGP4215_2NAPOLI (di Roberta Porciello)- Valigia fatta, giuda alla mano, macchina carica, acqua c'è , la "marenna di mammà" c'è, macchina fotografica pronta, non manca nulla, allora via alla scoperta dei colori e dei sapori della Provenza. Risaliamo lo stivale con la nostra automobilina carica carica, prima tappa, Pisa!. Tra le varie città italiane nel nostro bagaglio, il fazzoletto di terra che racchiuso tra le cinte murarie conserva in un solo colpo d'occhio il candore dei monumenti adagiati sul verde tappeto erboso, ci mancava. Emozionante, brioso, vedere ciò che hai studiato, immaginato, visto in foto mille volte ed ora sei lì, hai davanti a te la piccola grande Torre di Pisa con il Battistero orientalizzante e la cattedrale dove spicca, quasi aleggiante sull'altare un mosaico di Gesù: mozzafiato.  Guardando la piazza del Duomo nella sua totalità possiamo capire a pieno l'espressione di straordinaria efficacia di Gabriele D'annunzio che la denominò "Piazza dei Miracoli", una volta lambita dal fiume scomparso Auser. Tra un ventaglio, un ghiacciolo ed il cappellino immancabile ci godiamo una calda mattinata tra le bellezze storiche di un bianco marmoreo che abbaglia, prima di rimetterci in macchina alla volta della Francia e in particolar modo di Tolone e della Provenza.  Alpes de Haute Provence, dove veniamo inondati dai profumi, dalla freschezza, dagli aromi dei villaggi provenzali. IMGP4653_2Arroccato sulla punta del promontorio, questo borgo feudale, incanta per il suo tipico ambiente pittoresco. Il lilla, l'arancio e il rosso, l'azzurro, tanti colori tra la lavanda, i fiori e le borse di paglia, spiccavano tra le pietre bianche dove la vista sulla vallata ben curata, quasi tutta a vite, riempie gli occhi. Passeggiare per queste stradine, che mantengono sempre la loro natura, è meraviglioso, rilassante...Sant'tropez, Marsiglia, Aix en Provence, Principato di Monaco tutte città del nome suggestivo di turismo, cultura e patrimonio...possono essere raggiunte da Tolone in un viaggio completo in Provenza....

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IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi:L'altra Sardegna

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sardegnaNAPOLI (di Chiara Maci)- "La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso" (F. De Andrè) Spiagge bianche, acqua cristallina e fredda, clima ventilato. Un'architettura incantevole, un turismo elegante e divertimenti "chic" per tutte le età.La Costa Smeralda, che i più conoscono per avvistamenti vip e per inaugurazioni di locali modaioli, rappresenta per molti un miraggio, una meta estiva costosa ma ideale per la meraviglia del mare e del luogo.In pochi conoscono però l'altra faccia della regione. La Sardegna dell'entroterra, dei pastori e dei loro pecorini divini, dei vini di nicchia prodotti in quantità limitate, dei paesaggi aspri e incontaminati. Lasciandomi alle spalle Porto Cervo, mi dirigo verso ovest, direzione Benetutti. Un piccolo paesino in provincia di Sassari famoso per le sue terme, nella zona di Goceano (regione della Sardegna centro settentrionale), dove mi attendono persone originarie del luogo pronte a istruirmi sulla cultura culinaria e vinicola locale.Davanti a me verdi filari di vite, incantevoli bouganville dalle sfumature viola brillanti, pietre a vista unite a rendere unica l'architettura del posto. Davanti a me una cantina e un tavolo imbandito con ogni prelibatezza. I colori e i profumi sono indescrivibili.

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IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi: California on the food-road (PART 2)

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DSC04816NAPOLI (di Chiara Maci)- Mettersi al volante della Chevrolet gialla fiammante e scendere lungo la costa, dal Napa Valley verso sud. Direzione San Diego.Siamo al confine con il Messico, sulla costa dell'Oceano Pacifico.Una splendida combinazione di colori, profumi e architettura. Un clima mite tutto l'anno, una costa incantevole, una cultura ricca che ti consente una vacanza "versatile" e ogni giorno diversa. Abbondano musei, parchi naturali, spiagge, zoo ( San Diego Zoo, Wild Animal Park, Balboa Park - il più grande parco urbano culturale negli Stati Uniti, Sea World, le spiagge di Ocean Beach e Pacific Beach).

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IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi: California on the food-road

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DSC04732NAPOLI (di Chiara Maci)- Ore di controlli, valigie aperte e 19 ore di viaggio circondata e schiacciata da americani decisamente sovrappeso. Una lingua straniera, una fila per extracomunitari e una chevrolet gialla fiammante ad aspettarmi. Una cartina di Los Angeles, un cambio automatico e 12 ore di sonno. Un caffè lungo da Coffee Bean (uno dei mille competitor americani del più famoso Starbuck's), un Donut da Dunkin' e un french toast per iniziare la giornata. Visitare la California in macchina non ha eguali. Basta una macchina fotografica, una cartina, un taccuino dove annotare ristoranti in cui tornare e ... il gioco comincia. Le tappe si decidono giorno per giorno. Partendo da Los Angeles fino ad arrivare nel NapaValley, a nord di DSC04701San Francisco, fermandoci nei piccoli paesini della costa, nei motel semi abbandonati a picco sul mare, nei ristoranti sconosciuti ai più, per assaporare i sapori veri di un viaggio che di turistico ha ben poco.Santa Cruz, Kingman, Monterey, Carmel, Big Sur, Morro Bay. Un piccolo motel sulla Pacifica 1South, gestito da Andy e Rita, una coppia indiana al loro primo nuovo lavoro. Lui mi racconta di come sia diversa la realtà californiana da quella indiana mentre lei prepara la migliore Clam Chowder mai mangiata. Una sorta di zuppa di vongole con aggiunta di panna e chissà quale "intruglio americano", da mangiare rigorosamente nella "ciotola di pane".Questa zuppa mi aveva dato il benvenuto appena arrivata a San Francisco. Chiunque di voi sia stato in questa indimenticabile città non può non ricordare il Pier 39, dove, circondato da leoni marini e da ristoranti Bubba Gump (ovviamente quelli del famoso amico di Forrest Gump) mangi Clam Chowder con contorni di french fries, hot dog cosparsi di ogni salsa e cioccolate di ogni genere nei tanti negozietti specializzati.
DSC04641Il Pier 39 è un'oasi di colori, rumori e sapori. E San Francisco, con la sua aria gelida e la sua nebbia costante, è un insieme di razze, tradizioni e costumi che perfettamente coesistono. Trovi la più grande Chinatown del mondo, dove mangiare le migliori minestre di pesce in stile asiatico e sfidare la fortuna con i bigliettini nascosti nei "fortune cookies" tipicamente cinesi, e riesci a mangiare la migliore pizza della città sentendoti a casa, da "Franchino" e negli splendidi ristoranti italiani della Little Italy.E per bere i migliori vini californiani basta spostarsi un pò più a nord di San Francisco, nella zona del Napa Valley, la più celebre area vitivinicola Californiana. La zona di Robert Mondavi. Colui che ha insegnato agli americani a bere e che puntava a "fare vini americani all'altezza dei migliori bordeaux francesi". Qui la viticoltura gira attorno allo Zinfandel (il nostro Primitivo), considerato ormai autoctono della zona, e a varietà internazionali quali Chardonnat, Sauvignon Blanc, Riesling a bacca bianca, e Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Merlot e Cabernet Franc a bacca rossa. E Robert Mondavi riesce a creare da questi vitigni due capolavori come l'Opus One, nato dalla brillante joint-venture con il Barone Philippe de Rotschild, proprietario del famoso Chateau Mouton Rotschilde, rendendolo il più importante e ricercato vino americano, il Fume Blanc, un sauvignon blanc divenuto famosissimo in USA nonostante la scarsa conoscenza di questa varietà.
(Per gli interessati, alla Robert Mondavi Winery si organizzano ogni giorno visite guidate e degustazioni - per info www.robertmondavi.com). I viaggi on the road, quelli sulla strada davvero, quelli in mezzo alla gente, quelli che non sai dove sarai domani ne dove e se dormirai stanotte, si intraprendono perché si ha voglia di stare soli, lontani, con una nuova prospettiva, per trovare risposte che conosci giá bene, perché non e' un viaggio la soluzione. Ma e' una buona strada per capire. Che la soluzione viaggia sempre con te.



CONTINUA...

IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi "La Bourgogne, en toute simplicitè"

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BodyPart4NAPOLI (di Chiara Maci)- Uno di loro in momento di silenzio esordisce con questa frase: "certe cose non si possono raccontare. Bisogna viverle". Loro sono i miei compagni di viaggio, decisamente male assortiti, prevalentemente uomini, ognuno di nazionalità diversa. Le certe cose sono un vigneto color oro visto dall´alto di una campagna rigogliosamente verde, un miliardo di oche selvatiche spiccate in volo con elegante decoro e disciplina, un bicchiere di Chablis al tramonto, circondata da vigne, ovunque.La Borgogna è un territorio commovente. Credo non si possa rimanere freddi davanti a un tale spettacolo di colori e profumi. Chablis è tremendamente caratteristica. Non esiste altro all´infuori del vino e la gente sembra contenta. (Qui si producono esclusivamente vini bianchi da uva Chardonnay che vengono classificati in Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru). Appena arrivati, il produttore di vino che ci ospita ci ha accolti dicendo in un comprensibile francese "se io fossi un medico, non prescriverei mai medicine, ma solo ottimi bicchieri di Chablis". A seguire " il Grand Cru è come noi uomini, più invecchia, più migliora....le donne preferiscono il petit Chablis..ahh, non capiscono nulla". Ho da subito capito di trovarmi in mezzo a uomini di mezz´età a dover spalleggiare battute sulle donne, ripetibili e non.

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IL MONDO CHE CI PIACE: Viaggi, vizi e sfizi

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vignetoNAPOLI (di Chiara Maci)- "Non c'è niente di più bello di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell'odore della terra cotta dal sole d'agosto. Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore" - C. Pavese, La Luna e i falò. E' la mia prima volta a Trapani. Esco dall'aereoporto e mi guardo intorno, stranita e un pò delusa. E' un paesaggio povero e vuoto. Sorrido incuriosita. Sulla strada verso Marsala, fotografo vigne di Catarratto, Inzolia e Grillo. I colori non colpiscono, sono normali e proprio per questo meravigliosi. Qui sembra tutto com'è. Senza eccessi, senza esagerazioni.Un cielo semicoperto, un silenzio surreale, una spiaggia assente, un mare calmo.

Favignana.

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UN BIGLIETTO PER...Dublino

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IMGP1619_2NAPOLI (di Roberta Porciello)- Un weekend lungo, una nuova nazione da esplorare  o meglio una capitale europea e una delle località finalista per le sette meraviglie del mondo, da vedere.  Siamo a Dublino con una gita fuori porta alle Cliffs of Moher.   Una viuzza sterrata, un contadino col volto segnato dalle rughe, con una coppola di stoffa stile patchwork  e una giacca vecchiotta, controlla il gregge che pascola nel suo campo delineato da muretti in pietra sullo sfondo un incrocio tra il blu dell'oceano e il verde delle colline irlandesi.  Possiamo  supporre che sua figlia, dai capelli tinti di verde, giri per la capitale con un caffè  o che esca da un pub di Temple Bar parlando al cellulare con gli States. Questa è l'Irlanda, la "Tigre Celtica" così chiamata negli anni '90, che resiste a questa depressione economica, che si diverte, che muta pur mantenendo le sue tradizioni, la sua vera natura. I dublinesi si, che sanno divertirsi, il sabato sera è una festa a cielo aperto, i 2 gradi non si sentono...l'allegria è contagiosa, il modo di fare è delizioso, la birra ottima  di un rosso rubino con una schiuma "cappuccinosa" squisita.

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UN BIGLIETTO PER...Bora Bora (GUARDA VIDEO)

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BORA6NAPOLI- Bora Bora è un'isola facente parte dell'arcipelago delle Isole della Società, precisamente nel gruppo delle Isole Sottovento, nell'Oceano Pacifico. Amministrativamente è ricompresa nella Collettività d'Oltremare della Polinesia francese e comprende l'omonimo comune (capoluogo Vaitape), cui appartiene anche l'atollo di Tupai. Situata a 250 km a nord-ovest di Tahiti, Bora Bora presenta una conformazione alquanto singolare. L'isola propriamente detta sorge infatti al centro di una laguna, circondata a nord e a est da due lunghi motu, chiamati rispettivamente Motu Mute (su cui sorge anche l'aeroporto di Bora Bora) e Motu Piti Aau. A nord-est la barriera corallina affiora con piccoli motu, separati da brevi tratti di mare di poca profondità, e con l'isolotto di Tevairoa. Infine a sud-ovest sorge un altro motu, Motu Toopua. BORA2Tra quest'ultimo e Tevairoa si trova un altro piccolo isolotto, Teavanui, in prossimità del quale è presente l'unico punto in cui la barriera corallina si interrompe e attraverso il quale la laguna può comunicare (specie a livello di collegamenti navali) con l'Oceano. Per il resto la barriera corallina cinge Bora Bora come una diga, e questo anche a sud, ove non affiorano dall'acqua motu o isolotti.La particolare forma suddetta si deve all'origine di Bora Bora, che in epoche remote (si stima durante il Pliocene superiore, precisamente tra 3,45 e 3,10 milioni di anni fa) era un gigantesco complesso vulcanico, che con il passare degli anni subì un progressivo inabissamento.

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