Estate, torna l’allarme calabroni killer in Europa (VIDEO)

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NAPOLI – Torna l’incubo calabroni asiatici. Il video di una feroce battaglia per la vita e la morte tra un topo e un calabrone gigante asiatico sta attualmente girando su Twitter.

Il video è stato pubblicato sul profilo Twitter di “Welcome to Nature” e mostra la lotta mortale tra un calabrone gigante asiatico (Vespa mandarinia) e un topolino. Una scena cruda che dimostra con terrificante efficacia il tipo di pericolo che un simile insetto rappresenta se dovesse attaccarvi.

Questo è un insetto originario dell’Asia che è conosciuto anche come “Calabrone killer” per via della neurotossina che inocula attraverso il pungiglione.

Il veleno contenuto nel corpo di questo insetto, infatti, è in grado di causare sia uno shock anafilattico che un arresto cardiaco. Stiamo parlando, inoltre, di un insetto che è grande più del doppio di una comune ape e che non muore ogni qualvolta punge la propria preda. La clip è stata girata ad agosto 2018.

Il video è attualmente in circolazione sui social media ed è stata pubblicata anche dal “Daily Mail” britannico. Mostra, dunque, come il topo cerca di difendersi dagli attacchi del calabrone gigante asiatico, ma l’insetto è semplicemente troppo veloce.

Ancora e ancora il calabrone pugnala il roditore e dà al topo il suo veleno. Il calabrone gigante asiatico ha vinto il duello. Il calabrone gigante asiatico è noto per il suo alto livello di aggressività e non è del tutto innocuo per l’uomo.

Secondo alcune statistiche, questi pericolosi e spaventosi insetti, uccidono all’incirca 50 persone l’anno. Ciò che desta maggiore preoccupazione, però, è il fatto che hanno la tendenza a sterminare le api e quindi possono causare un grave danno all’intero ecosistema. Da qualche anno a questa parte i calabroni giganti sono stati avvistati oltre in Europa, in Canada e negli Stati Uniti d’America, ma nessuno è in grado di spiegare come vi siano arrivati. Tuttavia, quello del video di oggi è uno degli ultimi casi di una ormai lunga serie.

Un uomo di 65 anni è morto sulla strada provinciale a Ramponio Vernia, nel Comune di Alta Val d’Intelvi, in provincia di Como, dopo essere stato punto da un calabrone asiatico poco prima delle 16:00 del 16 agosto 2019. Sul posto sono arrivati i soccorsi del 118, anche con l’elisoccorso ma non c’è stato nulla da fare per il pensionato che è morto in pochi istanti. Sempre oggi ma in Spagna, un operaio della società Serpa, specializzato nella rimozione dei nidi di vespe, è stato punto alle 14:00 a Candamo da una vespa asiatica.

Il lavoratore ha subito una grave reazione allergica, quindi è stato trasferito al Central University Hospital of Asturias (HUCA) nell’elicottero dei vigili del fuoco. Il morso è avvenuto proprio mentre l’operatore insieme ai suoi compagni cercavano di distruggere un nido di questo tipo di vespe. Dopo aver subito uno shock anafilattico, i suoi compagni che erano insieme a lui hanno cercato di soccorrerlo iniettandoli una dose di adrenalina, ma viste le sue condizioni hanno chiesto aiuto trasferendolo al centro sanitario più vicino, il Grado.

Lì, le sue condizioni sono peggiorate tanto da rendere necessario il suo trasferimento all’Hospital Universitario Central de Asturias (HUCA) di Oviedo a bordo dell’elicottero dove sono riusciti a stabilizzarlo.

Il primo agosto una turista francese di 60 anni, originaria di Essonne, è morta a Grayan-et-l’Hôpital (Gironda) in Francia, dopo essere stata punta da un calabrone asiatico. A stroncarla quasi certamente è stato uno shock anafilattico che le ha causato irreversibili problemi respiratori.

Anche in Italia, dopo quella sopra descritta, i calabroni asiatici hanno fatto delle vittime. Il 18 ottobre 2015, un anziano di 87 anni morì e la moglie fu ricoverata in ospedale per le punture di uno sciame di calabroni, che li aveva attaccati, mentre cercavano funghi nei boschi tra Lenta e Gattinara, in provincia di Vercelli. Si tratta molto probabilmente di calabroni giganti provenienti da Asia, Giappone e Cina che sarebbero arrivati in Europa all’interno di un container di ceramiche cinesi e si sarebbero diffusi in Francia, Portogallo, Spagna e anche in Inghilterra.

Queste creature giganti sono simile alle comuni vespe ma misurano la grandezza di un pollice umano.

La loro puntura inietta una potente sostanza che contiene ben 8 sostanze chimiche altamente tossiche per l’uomo. La Francia conta, con quella di ieri, ben sette vittime per la puntura di questi calabroni giganti ben noti come Vespa Mandarini.

Una di queste vittime è un signore di 54 anni che è stato attaccato da uno sciame di calabroni dopo averli disturbati nel loro nido, sicuramente senza volerlo. La sostanza che viene iniettata provoca uno shock anafilattico che se non è tamponato immediatamente con una iniezione di cortisone è letale.

Quando la vespa mandarini punge il dolore che si prova è simile ad un chiodo rovente nella pelle, come hanno descritto alcuni malcapitati. L’allerta in Europa è massima, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” e purtroppo, dopo l’episodio di ieri in Francia, anche in Italia.

Questi predatori sono terribili a tal punto da non temere l’uomo e cibano le loro larve con gli insetti comuni che uccidono senza pietà. Gli interventi per presenza di nidi di calabroni e vespe velutine da parte dei Vigili del fuoco e di squadre specializzate della Protezione civile sono cresciuti in modo esponenziale non soltanto in campagna, ma anche all’interno di abitazioni. In caso di presenza di nidi di dimensioni significative il suggerimento è quello di dare l’allarme e non tentare di eliminarli con i metodi tradizionali.

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