NAPOLI – «Dare un nome ad un animale, seppur in stato di cadavere, significa “dargli un’identità”, caratterizzarlo per il suo essere singolo e inconfondibile»: è questa la finalità del progetto “Animali senza nome”, presentato questa mattina, venerdì 23 luglio 2021, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università “Federico II” di Napoli dal prof. Orlando Paciello, Docente di Anatomia Patologica, in compagnia della Dott.sa Ilaria D’Aquino, Dottoranda di Ricerca in Anatomia Patologica, e del Dott. Michele Lanzetta, Project Manager dell’agenzia di comunicazione integrata MTN Company.

«Lo scopo principale del progetto è quello di dare un’identità ai tanti, troppi, cadaveri non identificati ritrovati nel territorio nazionale – spiega il prof. Paciello – A nostra conoscenza, una tale iniziativa non è mai stata proposta in medicina veterinaria e questa mancanza ci ha spinto a colmare questo vuoto. Negli ultimi anni è cresciuta la sensibilità verso gli animali e con essa l’impegno delle Istituzioni e delle associazioni nel tutelarli. La Commissione Affari Costituzionali del Senato sta infatti esaminando un testo unificato che introduce gli “animali” nel testo della Costituzione. Tanti sono gli animali che ogni anno vengono smarriti dai proprietari e molti di essi non vengono ritrovati nonostante le energie impiegate dalle associazioni no-profit e dai proprietari stessi a causa della morte dell’animale».

«In regione Campania – continua Orlando Paciello – la morte di un animale sinantropo è sempre indagata con un’accurata autopsia che permette di ottenere informazioni fondamentali sulla causa della morte e sulla sussistenza di eventuali reati (animalicidio, maltrattamento, ecc.). La nostra idea progettuale si basa sull’assunto che un’autopsia possa anche fornire dati utili per l’identificazione di un animale smarrito. La raccolta e la diffusione di queste informazioni e la restituzione di effetti personali andrebbero non solo a lenire il dolore del proprietario, ma anche a ricostruire la storia di un cadavere che altrimenti rimarrebbe senza nome».

La memoria dell’animale ritrovato senza vita sarà conservata attraverso un memoir, o meglio ancora, di una scatolina capace di contenere un po’ di pelo o un dente dell’animale, che sarà restituita al proprietario nel caso di riconoscimento in modo che possa ricordarsi di lui. «Un’azione, questa, che ridà dignità e non riduce, come è stato finora, a uno straccetto sul margine della strada l’animale “senza nome” – prosegue il prof. Orlando Paciello – Gli daremo un nome e non un numero, perché il nome crea empatia ed avvicina le persone, e speriamo che questo muova anche verso una cultura dell’accudimento più consapevole».

La conferenza stampa odierna è stata anche e soprattutto l’occasione per la presentazione ufficiale della piattaforma digitale a supporto dell’iniziativa, realizzata dall’agenzia di comunicazione integrata MTN Company e raggiungibile al link www.animalisenzanome.it. «Si tratta di un portale web con una user interface semplice ed intuitiva, che permette una facile interazione tra l’utente e lo strumento digitale», spiega Michele Lanzetta, Project Manager di MTN Company. «Già dalla home page l’utente ha la possibilità di inviare una segnalazione o comunicare un riconoscimento, tramite dei pulsanti che riconducono a dei form appositi, simili nella forma, ma differenti nella sostanza dato che quello relativo al riconoscimento dell’animale permette anche di selezionare il caso specifico dell’animale di riferimento presente in piattaforma. Simili, invece, perché in entrambi i casi l’utente ha la possibilità, tra le varie attività, di geocalizzare il luogo della segnalazione o del ritrovamento, così da agevolare, nel caso, l’attività investigativa delle Forze dell’Ordine».

«Dare un’identità ad un animale ormai senza vita permette, anche e soprattutto, di ricreare quel senso di solidarietà sociale verso gli animali, estendendo loro lo stesso rispetto e la stessa solidarietà rivolta a tutti gli esseri senzienti che condividono la Terra con noi – ha dichiarato la Dott.ssa Ilaria D’Aquino, che ha illustrato nel dettaglio la composizione di una scheda tipo di un’animale senza nome – Ed in quest’ottica, mediante il progetto “Animali senza nome”, assegniamo un nome di fantasia all’animale ritrovato, che riacquisterà il suo nome originario nel momento dell’identificazione da parte del legittimo proprietario».

Promosso dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università “Federico II” di Napoli, in collaborazione con il DIPSA – Servizio di Diagnostica di Patologia e Sanità Animale, la Società Italiana Scienze Forensi Veterinarie, il Master in Scienze Forensi Veterinarie dell’Università “Federico II” di Napoli, l’Ordine dei Medici Veterinari di Salerno, il LABANOF – Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli studi di Milano e l’agenzia di comunicazione MTN Company, il progetto “Animali senza nome” si apre sin da subito a qualsivoglia altra Associazione, Ente o Organizzazione che voglia contribuire a ridare dignità ad animali cadaverici, in modo che non siano più considerati semplici matricole o carcasse, ma esseri con una propria ed inconfondibile identità.

Ad impreziosire ulteriormente la presentazione del progetto sono stati i numerosi interventi delle personalità presenti in Aula Magna, tra cui: Vincenzo Caputo, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche; Marina Pompameo, Direttore Ospedale Veterinario Asl Napoli 1 Centro – Frullone e Responsabile CRIUV; Ciro Troiano, Criminologo e Presidente LAV; Aniello Anastasio, Professore di Ispezione degli Alimenti di Origine Animale; Giuseppe Cringoli, Presidente della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria; Gionata De Vico, Direttore del Dipartimento di Biologia della “Federico II”; Sergio Esposito, Professore Ordinario di Fisiologia Vegetale nonché Senatore dell’Ateneo partenopeo; Francesca Menna, Professoressa di Malattie Infettive degli Animali Domestici nonché Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Napoli; Luigi Morena, Presidente del Sindacato Italiano di Medicina Veterinaria Pubblica; Franco Nicodemi dei Carabinieri Forestali.

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