La storia di Charlie è rimbalzata non solo sulla nostra testata, ma sui più importanti organi di stampa nazionali ed è stata tra le vicende tristi – ma per fortuna con un lieto fine – che hanno portato a raccontare un tema che ogni estate torna, non senza perplessità e polemiche, sulla cresta dell’onda: quello delle condizioni degli amici a quattro zampe.
Per chi se lo fosse perso, Charlie è un cucciolo di cane che è stato soccorso a Napoli dopo essere stato custodito dai suoi proprietari in una macchina diventata rovente. In giornate con temperature letteralmente alle stelle, ha rischiato di morire: solo l’intervento della Polizia Municipale – e la segnalazione di un accorto cittadino – ha permesso di evitare il peggio.
Il risultato? Proprietari denunciati per aver commesso il reato di abbandono: sì, è un reato, soggetto a disciplina all’interno del Codice penale, articolo 727, e il rischio di condanna è concreto. La Corte di Cassazione si è già espressa più volte in tal senso.
Cosa ci insegna la vicenda di Charlie? Che d’estate è importante adottare (ma con consapevolezza)
L’estate è il momento in cui i pet vengono maggiormente abbandonati. È perciò anche la stagione migliore per procedere alle adozioni cani. Sono infatti diversi gli annunci pubblicati online e tra i portali di riferimento troviamo Subito News, che mette a disposizione diversi articoli per approfondire tutto ciò che ruota attorno al mondo degli animali domestici.
Adottare un cane è un gesto d’amore e, al contempo, una responsabilità: è una scelta da fare solo se ci sono le condizioni reali per prendersi cura dell’amico a quattro zampe, che non sono soltanto economiche.
Il cane è un costo, un impegno, necessita di essere portato fuori regolarmente e se si va in vacanza va trattato a tutti gli effetti come un membro del nucleo familiare. Non è un giocattolo, insomma, né un accessorio, tanto meno un oggetto. La storia di Charlie ci insegna che è proprio come noi: è sensibile e richiede cure e affetto, che ricambia in tanti modi. Non a caso si dice che sia il migliore amico dell’uomo: un sentimento da vivere da ambo le parti.
I rischi di lasciare un cane al caldo d’estate: perché non vanno presi alla leggera
Proprio come per l’essere umano, la situazione a cui il cane risulta più esposto d’estate è quella del colpo di calore: un pericolo concreto, da prevenire il più possibile, programmando le passeggiate durante le ore meno calde della giornata e assicurando una temperatura (e un’idratazione) adeguata all’interno degli ambienti.
Diversamente, il pet può incorrere, oltre che nel colpo di calore, in eritemi, dermatiti, irritazioni, danni neurologici, al sistema respiratorio e a quello cardiovascolare, fino alla morte, in situazioni estreme come quelle in cui era stato lasciato Charlie.
Il cane, poi, soffre spesso letteralmente in silenzio: a causa del pelo, percepire cosa prova può non essere semplice. I sintomi a cui prestare maggiore attenzione vanno dalla difficoltà a stare in piedi alla tendenza a mettersi maggiormente disteso, così come un respiro veloce e una certa irrequietezza.
Tra i comportamenti raccomandati dai veterinari c’è quello di non lasciare il pet da solo all’interno dell’auto e di assicurargli un costante accesso all’acqua, che va cambiata con regolarità. Accortezze semplici, eppure vitali.

















