Con cartelli informativi e video proiettati al PC hanno mostrato alle persone le pratiche utilizzate nell’industria lattiero casearia.
“Siamo qui per farvi guardare oltre le apparenze, oltre le tradizioni, oltre il velo di eccellenza che nasconde una realtà di sofferenza inimmaginabile. Siamo qui per parlare di un’icona del Made in Italy: la mozzarella di bufala.
In Campania si trova la stragrande maggioranza degli allevamenti bufalini italiani, con una distribuzione concentrata nelle province di Caserta e di Salerno.
Siamo qui per raccontarvi la verità che l’industria casearia non vuole che voi conosciate, perché dietro la mozzarella di bufala, come di qualsiasi altro prodotto di origine animale, si nasconde un sistema di sfruttamento intensivo, basato sull’abuso di corpi e l’uccisione di cuccioli.
Le nostre indagini come Salerno Animal Save e quelle di associazioni come Essere Animali e Animal Equality hanno portato alla luce una realtà agghiacciante: animali costretti a vivere in spazi limitati e nei loro stessi escrementi, privati di ogni diritto e dignità, un sistema dove le bufale, esseri senzienti e madri amorevoli, sono ridotte a mere macchine da latte, recluse per tutta la loro esistenza e il loro corpo abusato e violato con gravidanze forzate e mungiture continue, finché, dopo un’esistenza di sfruttamento, diventate improduttive e quindi non più utili per generare profitto, vengono uccise.
Questa non è un’eccezione, questa è la regola, una dinamica strutturale e sistemica di un’industria che si basa sulla violenza e che mette il profitto al di sopra della vita. E come testimoni diretti, possiamo dirvi che oltre all’enorme sofferenza degli animali, l’allevamento per l’industria casearia rappresenta anche un disastro per l’ambiente.
Gli allevamenti di bufale inquinano le falde acquifere, i fiumi, il mare con sversamenti illegali di liquami.
La campagna “Basta Mozzarella”, nasce proprio da qui: dalla nostra testimonianza diretta delle conseguenze devastanti sul nostro territorio. Noi monitoriamo, denunciamo e portiamo alla luce il degrado ambientale che questa industria genera, perché crediamo che la consapevolezza dei cittadini sia lo strumento fondamentale per innescare il cambiamento.
Il nostro non è solo un grido di protesta, è un atto politico necessario, che mette al centro la giustizia per gli animali, per l’ambiente e per la salute delle persone.
Lottiamo per una riconversione vegetale del sistema alimentare, per un futuro senza alcuna forma di sfruttamento e in cui la nostra terra non sia più una discarica per l’industria.
Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, non possiamo rimanere in silenzio,essere complici ed accettare che a cento passi da noi si consumano indiscriminatamente sofferenza animale e danni ambientali.
Noi continueremo a lottare, a manifestare, a denunciare, finché non esisteranno più gabbie, finché ogni animale non sarà libero, finché la nostra terra non tornerà a respirare.
Insieme, possiamo creare un mondo dove la parola “eccellenza” significhi rispetto per la vita, in tutte le sue forme.”
















