Il grado di civiltà di una società si misura da come tratta gli animali, ma nelle nostre città troppo spesso la crudeltà e l’indifferenza consumano vite innocenti nel silenzio generale. Voltarsi dall’altra parte di fronte al dolore di un essere vivente significa rendersi complici. È tempo che la legalità e l’empatia tornino a prevalere su usanze barbare e pratiche di detenzione che nulla hanno a che fare con il rispetto della vita.
L’ultimo straziante grido d’aiuto arriva da Scampia, precisamente da via Monte Rosa, grazie alla coraggiosa e dettagliata denuncia di una volontaria del territorio che ha documentato una situazione agghiacciante tramite foto e video. Nello spazio esterno di una villetta che affaccia sulla pubblica via, una cagnolina di razza pitbull vive da ben dieci anni una condanna ingiusta: costantemente legata a una catena corta di appena mezzo metro, presumibilmente priva di microchip e condannata a un isolamento sociale totale, confinata in un’area della casa non vissuta dai proprietari. Un pianto continuo e straziante che va avanti nell’indifferenza di chi passa ogni giorno. Una condotta che, secondo le testimonianze, i proprietari avrebbero già adottato in passato con un altro cane, perpetuando un sistema di maltrattamento sistematico.
“Una barbarie intollerabile che deve finire immediatamente”, dichiara il deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra). “Siamo davanti a una vera e propria tortura perpetrata per un decennio. Ricordiamo con forza che in Campania esiste una legge regionale che vieta tassativamente l’utilizzo delle catene per gli animali d’affezione, una norma di civiltà che ho voluto e fatto approvare in prima persona quando ero consigliere regionale. Faremo valere quella legge senza sconti. Abbiamo già attivato i canali istituzionali e le autorità competenti per far scattare un blitz urgente, liberare questa creatura e assicurarne il sequestro. Ringrazio la volontaria per non essersi girata dall’altra parte: le garantiremo la massima riservatezza e l’anonimato, e siamo già d’accordo per affidare la cagnolina a una struttura idonea e protetta, lontano da quella villetta degli orrori, per iniziare finalmente la sua nuova vita”.














