SUM 2026, giornata finale a Procida

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Si avvia alla conclusione a Procida il SUM 2026 – 9° Simposio Multidisciplinare sull’Economia Circolare e l’Urban Mining, che dal 20 maggio riunisce sull’isola scienziati, ricercatori, professionisti, aziende e decisori pubblici provenienti da numerosi Paesi per discutere le principali sfide legate alla transizione circolare.

Dopo due giornate di lavori dedicate al confronto tra ricerca scientifica, politiche pubbliche e applicazioni industriali, la giornata finale di venerdì 22 maggio porterà al centro del dibattito alcuni dei temi più strategici per il futuro dell’economia circolare: la gestione delle frazioni organiche, il recupero delle materie prime critiche, il riciclo tessile, il landfill mining, le strategie circolari per i RAEE, la produzione energetica da biomassa, il biochar, la contaminazione da microplastiche e il ruolo delle politiche europee nel guidare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili.

Il Simposio, giunto alla nona edizione, si conferma uno dei principali forum internazionali dedicati all’economia circolare e all’urban mining. Il programma scientifico prevede oltre 150 presentazioni provenienti da 34 Paesi, articolate in quattro sessioni parallele internazionali e in una quinta track dedicata alle sessioni in lingua italiana.

La mattina di venerdì si aprirà con una serie di sessioni dedicate alla gestione delle diverse frazioni di rifiuto organico, con contributi su food loss and waste, fanghi, compostaggio, lana di pecora come ammendante del suolo e bioraffinerie integrate per il recupero di risorse da fanghi e rifiuti organici municipali. In parallelo, il programma affronterà il tema delle Critical Raw Materials, con approfondimenti sul recupero di metalli strategici da scarti industriali, circuiti stampati, magneti permanenti, terre rare e materiali utilizzati nelle tecnologie per la transizione energetica.

Tra gli appuntamenti centrali della mattinata anche il workshop “Closing the loop for textiles?”, dedicato al futuro del riciclo tessile. La sessione analizzerà le difficoltà che ancora ostacolano un vero modello fiber-to-fiber, dalla complessità dei materiali alla selezione dei tessili post-consumo, fino al ruolo dell’educazione e delle tecnologie di sorting per ridurre l’impatto del fast fashion e trasformare i rifiuti tessili in una nuova miniera urbana.

La track italiana ospiterà invece un workshop dedicato al landfill mining, tema sempre più rilevante per il recupero di materiali e risorse energetiche dalle discariche. Un ambito che mette in evidenza uno dei nodi più concreti della circular economy: recuperare valore anche da ciò che in passato è stato considerato definitivamente scarto.

Nel corso della giornata conclusiva il confronto proseguirà con sessioni dedicate alla produzione di energia da biomassa, ai casi studio di economia circolare sviluppati in ambito universitario, alle criticità nella gestione delle materie prime critiche e al waste management nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie emergenti. Un’attenzione particolare sarà riservata anche alla conversione dei rifiuti organici in biochar, alle strategie circolari per i rifiuti elettrici ed elettronici e alla contaminazione e rimozione delle microplastiche, considerate oggi una delle emergenze ambientali più complesse da affrontare su scala globale.

La sessione di chiusura, in programma nel pomeriggio, sarà dedicata a “Circular Economy across disciplines – Challenges, solutions and future perspectives” e offrirà una sintesi dei principali risultati emersi durante il Simposio. L’obiettivo sarà integrare prospettive diverse — ingegneria, economia, diritto, scienze ambientali, medicina, agronomia, architettura e discipline affini — per individuare sfide trasversali, soluzioni sistemiche e nuove direzioni di ricerca e policy.

Il dibattito conclusivo vedrà il coinvolgimento di esperti internazionali tra cui Norbert Fraeyman, biochimico e farmacologo della Ghent University Hospital, Marco Frey, economista della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Margherita Ferrante, medico di sanità pubblica dell’Università di Catania, Leonidas Milios, del Joint Research Centre della Commissione europea, Stefan Salhofer, esperto di gestione dei rifiuti e delle risorse della BOKU University, Maria Pettersson, esperta di diritto ambientale della Luleå University of Technology, e Rainer Stegmann, ingegnere ambientale della Technical University of Hamburg.

La presenza di un rappresentante della Commissione europea offrirà inoltre una prospettiva di alto livello sulle politiche europee per l’economia circolare, nel quadro del Green Deal europeo, rafforzando il dialogo tra evidenze scientifiche e processi decisionali. Una chiusura coerente con la natura stessa del SUM: non solo un convegno scientifico, ma un luogo di confronto tra ricerca, istituzioni e mondo produttivo, chiamati a costruire insieme strumenti concreti per ridurre la dipendenza dalle materie prime importate, limitare gli impatti ambientali e aumentare la resilienza delle filiere industriali.

L’edizione 2026 si svolge con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Regione Campania, del Comune di Procida, di ENEA e ISPRA, e con l’organizzazione scientifica di IRACE – International Research Association on Circular Economy. Il Simposio nasce con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca, industria e decisori pubblici, affinché le evidenze scientifiche possano contribuire in modo concreto alla definizione delle politiche ambientali e industriali dei prossimi anni.

La giornata finale si concluderà con la cena procidana di chiusura con musica dal vivo presso il ristorante La Pergola, un momento conviviale pensato per salutare i partecipanti e celebrare, in un’atmosfera legata alla tradizione dell’isola, tre giorni di lavoro, confronto e condivisione internazionale.

In un’Europa chiamata a ripensare il proprio rapporto con le risorse, il SUM 2026 chiude i suoi lavori rilanciando una domanda decisiva: quanto valore possiamo ancora recuperare da ciò che oggi consideriamo rifiuto?

 

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