NAPOLI – I medici del Cardarelli annunciano una possibile dimissione di massa.

Una provocazione dopo l’emergenza barelle che è tornata a fare capolino nel più grande nosocomio del Mezzogiorno. Sovraffollamento di pazienti e pochi camici bianchi a lavoro. Questa la motivazione che arriva anche dai sindacati.

Un tema, quello dell’affollamento del Cardarelli, che esiste da anni: “Abbiamo avanzato proposte che sono state ignorate dall’azienda e dalla Regione. – spiega Alfredo Garzi, segretario generale Cgil Fp Napoli e Campania – La Sanità campania era un disastro prima della pandemia e lo è ancora oggi. Non ci sono state assunzioni per fronteggiare le migliaia di medici e infermieri in meno rispetto alle esigenze. La medicina territoriale è inesistente e tutto ricade sugli ospedali”.

“Quanto sta accadendo al Cardarelli ci dimostra ancora una volta quanto sia opportuno che nel prossimo protocollo d’intesa il Policlinico Federico II sia parte integrante dei pronto soccorso. Mi auguro che questo possa accadere al più presto con un piano di assunzioni adeguato alle sfide della sanità del prossimo futuro’’. Lo afferma Maria Triassi, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II, in relazione alle difficoltà che si stanno registrando in questi giorni all’ospedale Cardarelli e in particolare per quanto riguarda gli accessi al pronto soccorso. L’occasione è stata la ‘Surgery Week’, che si concluderà domani, organizzata dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ateneo, guidato da Francesco Corcione. ‘’L’erogazione di una formazione di eccellenza – ha aggiunto Triassi – non può prescindere da un’attività assistenziale qualitativamente e quantitativamente di alto livello, in linea con la tendenza nazionale, che chiederà sempre di più alle grandi strutture ospedaliere di orientarsi presso le due grandi direttrici dell’emergenza e dell’alta specialità”.

Cardarelli Ricci (Cgil Napoli e Campania): “Disorganizzazione totale, da medici gesto estremo che deve portare a presa di coscienza”

“Quello che sta avvenendo in questi giorni al “Cardarelli” ci dice che la pandemia non ha insegnato nulla sulla gestione dell’emergenza-urgenza a Napoli e in Campania. Ci troviamo di fronte ad una disorganizzazione totale eppure sappiamo che, mediamente, si registrano almeno 200 accessi al giorno al Cardarelli, la maggior parte dei quali non sono codici bianchi. C’era un accordo con la direzione sanitaria regionale affinchè i policlinici universitari perdessero la loro vocazione prettamente universitaria facendoli entrare nella rete dell’emergenza. Così, ad oggi non è stato, ed il risultato è questo”. Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervienendo sulla decisione di 25 medici del “Cardarelli” di rassegnare le dimissioni dai propri incarichi.

“Ai medici che hanno inviato le lettere di dimissioni – ha detto Ricci – va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, con la speranza che questa mossa disperata possa portare la direzione generale del Cardarelli e la Regione a prendere i necessari provvedimenti. Serve una programmazione seria dell’emergenza ed urgenza, è stato fatto un errore gestire questa situazione con poco personale, con questa mamcata organizzazione senza investore sulla medicina territoriale. La Regione Campania ha presentato il suo piano regionale prevedendo 100 nuove case di comunità ed un investimento importante su 33 strutture sanitarie ma senza prevedere l’immissione di nuovo personale medico ed infermieristico. Il sistema – ha concluso il segretario generale Cgil Napoli – è scoppiato perché da Napoli e da tutte le province si riversano tutti negli ospedali”.

De Magistris: “Situazione del Cardarelli gravissima e fuori controllo. La Regione Campania ha fallito miseramente sulla sanità”

“Le notizie che giungono dall’Ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande del Sud Italia, sono gravissime. Due anni di pandemia sono serviti ad arricchire la propaganda della politica del Presidente della Regione De Luca, a cui compete la materia della sanità, ma non sono serviti, nonostante il fiume di denaro pubblico, a migliorare lo stato di salute della sanità campana, in termini di strutture, mezzi, strumenti e personale. Vittime utenti e personale. ” lo afferma in una nota Luigi de Magistris
“Nonostante la fine dell’emergenza pandemica da mesi i pronto soccorso dell’area metropolitana di Napoli sono in continuo affanno e incapaci di prestare in maniera adeguata le cure di vitale importanza per migliaia di persone. La situazione del pronto soccorso del Cardarelli è fuori controllo e gli operatori denunciano l’impossibilità di “prestare cure dignitose”, perché in poco tempo si è passati da 46 operatori a 25. ” prosegue l’ex Sindaco di Napoli
” Siamo a rischio chiusura quando tutti i pronto soccorso dell’area metropolitana di Napoli sono in affanno. Il Cardarelli è l’ospedale che più di tutti accoglie i pazienti, pur sapendo di dover affrontare incredibili ostacoli, mai nessun cittadino viene respinto nella consapevolezza che il resto della rete ospedaliera o è smantellata o è impossibilitata ad assicurare cure di emergenza adeguate. Sono vicino agli operatori sanitari e al difficile e duro lavoro che fanno tra mille difficoltà.” continua de Magistris
“La Regione Campania ha fallito miseramente sulla sanità ed il governo nazionale non può far finta di niente solo per non disturbare il manovratore politico e per non ostacolare il processo di privatizzazione dei servizi sanitari messo in campo dalla Regione Campania. Ma il Governo purtroppo è distratto, aumenta i soldi per le armi e li toglie alla sanità e alla scuola. Chi paga e chi muore sono le persone. Le cittadine e i cittadini pagano sulla propria pelle sia la politica di De Luca, buono solo a rafforzare i suoi interessi politici, sia la politica del governo Draghi che punta a smantellare ancora di più i servizi pubblici.” conclude de Magistris

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