NAPOLI – Tre agenti della polizia penitenziaria sono rimasti vittime di un’aggressione da parte di due detenuti all’interno del carcere di Secondigliano a Napoli.
Secondo quanto riportato nelle note dei sindacati di categoria Osapp e Sappe, i tre agenti, un ispettore e due assistenti, sono stati aggrediti con una rudimentale mazza di legno da due detenuti italiani che alle 16, non hanno voluto far rientro nelle celle. I due reclusi erano già noti per essere stati protagonisti in passato per fatti analoghi e per loro era stata avanzata richiesta di trasferimento.
“Sabato 12 febbraio sono stati aggrediti nel carcere di Secondigliano tre poliziotti, un ispettore e due assistenti, da due detenuti che alle 16,00 non sono voluti rientrare nelle celle. Protagonisti due detenuti italiani, per altro già noti per analoghi fatti violenti ma non ancora trasferiti da Secondigliano come invece era stato chiesto: si sono scagliati con violenza contro i poliziotti con una rudimentale mazza di legno, ferendoli”, denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“I colleghi vittime dell’aggressione”, prosegue, “sono stato condotti in Ospedale per le cure del caso e a loro va tutta la solidarietà e la vicinanza del Sappe. Questo gravissimo episodio ha precise responsabilità ministeriali: come già denunciato dal SAPPE, ormai i detenuti la fanno da padrone, grazie ad una indiscriminata apertura delle celle, compreso il Reparto di Alta Sicurezza… Basta dire che rispetto ai detenuti responsabili della spedizione punitiva da tempo se ne sollecita il trasferimento in altro carcere, essendo soggetti violenti e provocatori: ma nessuno fa nulla!”. Per Capece “questo è lo scenario quotidiano inaccettabile in cui opera il Corpo di Polizia Penitenzia, ma la cosa sembra non fare notizia al contrario di altre. Si pensi che nonostante vi siano precise disposizioni del DAP che dispongono i trasferimenti fuori regione dei detenuti che si rendono responsabili di gravi comportamenti, in Campania assistiamo invece ad un vero e proprio tour turistico dei detenuti problematici sino che l’istituto risulti di loro gradimento, per la buona pace dell’ufficio detenuti del PRAP. Altro che sicurezza!”
Durissimo il giudizio del SAPPE: “così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. Se gli attuali vertici non sono in grado di garantire l’incolumità fisica ai poliziotti penitenziari DEVONO DIMETTERSI TUTTI! Le carceri sono in mano ai delinquenti e l’Amministrazione Penitenziaria ha affidato e le politiche penitenziari ai Garanti dei detenuti, facendo venire meno la sicurezza delle strutture. E’ una vergogna! Fare il poliziotto penitenziario in carcere è sempre più pericoloso e noi ci sentiamo abbandonati da tutti: dalle Istituzioni, dalla politica e soprattutto da Ministero della Giustizia e Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria! Noi siamo pronti a scendere in piazza, a Napoli, per manifestare tutta la nostra rabbia e la nostra protesta!”.
“Vogliamo esprimere la nostra solidarietà e la nostra vicinanza ai 3 agenti feriti ed in generale a tutto il corpo della Penitenziaria che porta avanti un compito che diventa sempre più difficile e pericoloso per il quale non viene quasi mai elogiata ma, anzi, viene attaccata da quella parte del popolo, della classe politica e del mondo intellettuale che tollera, difende e osanna i criminali. Noi siamo e saremo sempre dalla parte delle forze dell’ordine, dalla parte della giustizia e della legalità e per questo chiediamo che il Governo ora mostri tutto il proprio interesse ad assicurare tutela e sicurezza per gli agenti della Polizia Penitenziaria. ”-sì è così espresso il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.














