“Sono stato io. Sono io il mandante dell’ attentato a Ranucci. Volevo che gli fosse aumentata la scorta. L’ho fatto per il suo bene”.
Vuota il sacco Valter Lavitola, oggi davanti al Gip ha confessato l’attentato al conduttore di “Report”.
Nel corso della confessione Lavitola avrebbe poi detto “All’epoca Ranucci non aveva un protezione ma soltanto due uomini di scorta, dopo l’attentato é stata più che raddoppiata passando da due a otto agenti”.
“Ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica ammettendo di essere stato il mandante dell’attentato e dice di averlo fatto per tutelare la incolumità di Sigfrido Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo e fargli innalzare la scorta”.
Lo afferma l’avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola, al termine dell’interrogatorio di garanzia durato 5 ore.

















