NAPOLI – “Napoli Sanità territoriale, #USCA e tamponi. Pensate ai malati e non ai milioni”

Blitz agli uffici di direzione dell’Asl Napoli 1 e del suo direttore generale Verdoliva degli attivisti delle reti sociali napoletane e delle brigate di mutualismo sanitario che nei diversi quartieri (Sanità, Montesanto, Materdei ecc) stanno cercando di supportare la medicina di base e il diritto alla salute degli abitanti in grande difficoltà per i tagli di questi anni e la disorganizzazione ancora gravissima.

Ci chiediamo ad esempio dove siano le USCA per l’assistenza domiciliare ai malati covid. Ad ora, otto mesi dopo il decreto rilancio, diverse unità (a Napoli circa il 50%) non sono state attivate e a pagarne lo scotto sono i cittadini.

I distretti sanitari sono sottodimensionati, soprattutto mancano i medici di base.

I tamponi ai privati con prescrizione medica ma a pagamento discriminano l’accesso al diritto alla cura in questa fase di emergenza. È solo con un potenziamento della sanità pubblica e del tracciamento, unitamente alla messa in sicurezza degli ospedali e delle Rsa che si potrà contenere gli effetti di una terza ondata di contagi.

La mancata messa in sicurezza del resto ha spinto a chiudere gli ambulatori pubblici con grave danno alla salute collettivo e grandi profitti per la Sanità Privata, vera beneficiaria di questa situazione…

Sabato 19 dicembre alle ore 10.00 si terranno altri SIT IN all’ospedale Cardarelli e all’ospedale del Mare in solidarietà al personale sanitario e contro le vergognose dichiarazioni del presidente De Luca che ha scaricato sugli operatori sanitari l’inadeguatezza del nostro sistema regionale.

LA RISPOSTA DELLA ASL

«Una buffonata a favore di cellulare». Dall’ASL Napoli 1 Centro si stigmatizza quanto avvenuto stamane, ad opera degli “attivisti delle reti sociali napoletane”. Non una protesta o una richiesta di confronto, bensì un vero e proprio blitz nel corso del quale la sede della Direzione Generale dell’ASL Napoli 1 Centro è servita esclusivamente da set. Striscioni e slogan per foto e video, e poi via. Senza alcuna consapevolezza dello sforzo organizzativo messo in campo dall’inizio della pandemia, né tantomeno senza alcuna contezza di quanto fatto per garantire assistenza e sostegno ai pazienti. Già dal mese di giugno 2020 è stata adottata la delibera che regolamenta l’assistenza domiciliare ai pazienti Covid 19, delibera successivamente aggiornata nel mese di ottobre. Oggi sono attive 15 USCA per l’effettuazione di tamponi a domicilio e 10 USCA dedicate all’assistenza domiciliare che collaborano con l’Unità aziendale di Cure domiciliari specialistiche diretta dal dottor Antonio Maddalena, garantendo ampiamente il parametro di 1 USCA/50.000 abitanti previsto dalla vigente normativa. Fino ad oggi sono stati presi in carico complessivamente 748 pazienti, di cui solo 70 ricoverati e 342 attualmente in cura. I pazienti ricevono al domicilio visite mediche e cure specialistiche grazie ai medici USCA e aziendali, e quando necessario, esami ematologici, ecografia toracica, elettrocardiogramma e monitoraggio da remoto dei parametri vitali (saturimetria, temperatura, pressione arteriosa, frequenza cardiaca), grazie alla fornitura di specifici device medici certificati. Grazie a questo modello si stanno erogando cure domiciliari di particolare complessità, consentendo di ridurre notevolmente i ricoveri e la pressione sulle strutture ospedaliere. Le carenza di Medici di Medicina Generale, conseguenti a pensionamenti degli stessi, sono state coperte sia con l’assegnazione di incarichi provvisori che con trasferimenti di Medici intra e extra regionali. L’ASL effettua tamponi di diagnosi e guarigione al domicilio e presso le proprie postazioni fisse. Inoltre, dal mese di ottobre, è stato attivato un Covid Residence per ospitare pazienti asintomatici e paucisintomatici che non possono permanere al domicilio per situazioni socio abitative che potrebbero aumentare il diffondersi dei casi. Si rende anche noto che l’ASL Napoli 1 Centro ha da tempo intrapreso un percorso di potenziamento dell’assistenza territoriale e domiciliare, prescindendo dagli effetti dalla pandemia.

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