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Blocco auto a Napoli, Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli: “Misure inique sui diesel”

smogauto

Il pugno duro contro i veicoli più inquinanti rischia di trasformarsi in una stangata sociale per i ceti meno abbienti, senza garantire un reale risanamento dell’aria.

A sollevare il caso è l’associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli, che attraverso un’istanza formale indirizzata a Palazzo San Giacomo, alla Regione e al Ministero delle Infrastrutture chiede la sospensione immediata dell’ordinanza n. 1766/2026.

Nel mirino ci sono i blocchi alla circolazione, estesi anche ai diesel fino a Euro 5, definiti sproporzionati e discriminatori, soprattutto alla luce della recente proroga nazionale al 2027 e della mancata attuazione delle misure strutturali previste dal Piano regionale, a partire dal controllo delle emissioni portuali e dal lavaggio delle strade.

PUBBLICHIAMO QUANTO RICEVIAMO DALL’ASSOCIAZIONE CITTADINANZA ATTIVA IN DIFESA DI NAPOLI 

Oggetto: Ordinanza dirigenziale n. 1766 del 15 ottobre 2026 – Limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti a Napoli. Richiesta di revisione delle misure, attuazione degli interventi previsti dal Piano regionale per la qualità dell’aria e chiarimenti sulla proroga nazionale al 2027.

La scrivente associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli, in relazione all’Ordinanza dirigenziale n. 1766 del 15 ottobre 2026, che prevede dal 19 ottobre 2026 al 31 marzo 2027 limitazioni alla circolazione sul territorio cittadino per diverse tipologie di veicoli (autoveicoli Euro 0 ed Euro 1 e diesel fino ad Euro 5) sottopone alle Amministrazioni in indirizzo alcune considerazioni e richieste.

Pur condividendo la necessità di tutelare la qualità dell’aria e la salute pubblica, riteniamo che misure di questo tipo debbano essere valutate considerando l’impatto concreto sui cittadini e sulle attività economiche, soprattutto su chi dispone di redditi più bassi e non può sostenere i costi per sostituire il proprio mezzo di trasporto.

Il rischio è quello di determinare una vera e propria discriminazione economica, senza che sia dimostrata una proporzionalità tra i sacrifici richiesti e i risultati attesi.

Un simile provvedimento non risponde a una reale e organica strategia di risanamento ambientale, riducendosi a una penalizzazione sociale fondata esclusivamente sulle disponibilità economiche del singolo, mentre restano inattuate le altre azioni del PRTQA.

La questione assume ulteriore rilievo alla luce del decreto-legge 28 settembre 2026, n. 167, entrato in vigore il 29 settembre, che ha differito al 1° ottobre 2027 l’avvio delle limitazioni strutturali previste per i veicoli diesel Euro 5 nelle aree interessate dalla normativa nazionale. Pur trattandosi di una disciplina riferita a specifici territori e non automaticamente estensibile alla Campania, si impone un chiarimento formale circa le ragioni per cui a Napoli si sia scelta una linea applicativa anticipata ed escludente per i diesel Euro 5 rispetto ai tempi del quadro regolatorio nazionale.

Come già sollecitato lo scorso anno, rileviamo che diverse misure previste dal Piano regionale per la qualità dell’aria risultano ancora da attuare o da rendere pienamente efficaci.

Riteniamo pertanto indispensabile sospendere o ridimensionare radicalmente i blocchi veicolari, subordinando qualsiasi eventuale restrizione alla previa e contestuale attuazione di interventi concreti sulle altre e ben più impattanti fonti emissive: la riduzione delle emissioni delle navi da crociera a Molo Beverello (tra cui l’elettrificazione delle banchine ex misura M5T01), lo spazzamento e lavaggio sistematico delle strade, l’incremento delle alberature urbane, il contrasto ai roghi illeciti di rifiuti, il potenziamento e calibramento tariffario del Trasporto Pubblico Locale e i controlli sulla combustione delle biomasse.

La tutela della salute pubblica richiede una valutazione complessiva di tutte le fonti inquinanti e dell’effettivo contributo di ciascuna ai picchi di particolato. Eventuali sforamenti dei limiti di PM10 non possono infatti giustificare un ricorso automatico ed esclusivo ai blocchi della mobilità privata – che incide in misura marginale sulle concentrazioni complessive anche a causa della risospensione delle polveri non spazzate – laddove si continuino a ignorare le sorgenti emissive primarie e i dati epidemiologici del Registro Tumori 2025 relativi all’area dell’ASL Napoli 1 Centro.

Alla luce di quanto esposto, la scrivente Associazione formula istanza specifica a ciascun Ente in indirizzo per le rispettive competenze e chiede:

 

AL COMUNE DI NAPOLI

ALLA REGIONE CAMPANIA

AL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Si resta in attesa di un riscontro puntuale e documentato.

Napoli, 21 ottobre 2026

Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli

Il Presidente Giovanni Natale

 

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