Otto anni di reclusione e diecimila euro di risarcimento come anticipo per tutti i danni causati per aver ferito l’ucraina Liudmyla Skliar. È la condanna per tentato omicidio inflitta, con rito abbreviato, a Mario Tufano, il 37enne che lo scorso 5 novembre ha ferito la donna sparando all’impazzata in un negozio di alimentari alla Sanità.
L‘uomo, un pregiudicato, aveva deciso di vendicare il figlio che era stato trattenuto da un uomo di origine russe, Nikolay, in attesa delle forze dell’ordine dopo che il ragazzo, 13enne, a bordo di un motociclo, senza assicurazione, senza revisione e senza casco, aveva investito una donna napoletana nel quartiere Sanità. Dopo il primo vano tentativo di far aggredire il cittadino russo dal proprio cane, Tufano si era recato nuovamente presso la propria abitazione per recuperare la pistola calibro 7,65 con la quale aveva inseguito Nikolay, il quale dopo essere stato ferito ad un braccio e a una gamba, si era poi riparato in un esercizio commerciale. Li Tufano aveva continuato a sparare all’impazzata colpendo Liudmyla alle gambe, che si trovava in quel negozio per comperare dei cioccolatini per suo figlio.
Oggi dopo diversi interventi Liudmyla sta iniziando di nuovo a muoversi ma non è ancora in grado di camminare vista la condizione di una delle gambe. Stamane il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli con l’avvocato Paparella e Patrizia D’Angelo della Cgil sono andati a trovarla..
“Dal punto di vista della tempistica almeno si può dire che sia stato fatto un buon lavoro. Per questo faccio i complimenti alla magistratura e alla forza dell’ordine. Per quanto riguarda il risarcimento totale, questo dovrà essere valutato in sede civile a guarigione completa.”- spiega l’avvocato Stefano Paparella, rappresentante legale di Liudmyla Skliar.
“Oggi per fortuna sto molto meglio anche se non ho ancora la possibilità e la sicurezza di camminare in piedi e quindi evito di uscire in strada anche perchè ho paura come ho paura di entrare in un qualsiasi negozio. Vorrei ringraziare tutto il personale ospedaliero, il mio avvocato, la signora Patrizia che si sta prendendo da tempo cura di me, l’Ottica Pedone, la radiazza e a tutti quelli che mi sono stati vicini. Spero che chi mi ha fatto del male paghi per davvero anche se non provo alcun rancore nei suoi confronti”- le parole di Liudmyla.
“La sentenza sul caso Liudmyla lascia l’amaro in bocca. Anche il tentato omicidio, lo sparare all’impazzata, il colpire donne e bambini senza pietà vengono ridotti a sentenze miti a tratti quasi compassionevoli verso il carnefice e non le vittime. Gli spari contro una donna innocente e un uomo russo che a sua volta era intervenuto per prestare soccorso a una persona investita dal figlio minorenne del delinquente che a sua volta scorrazzava per la Sanità su un mezzo che non poteva guidare e privo di assicurazione e revisione non sono poi così gravi a leggere la sentenza di condanna. D’altronde la vita e le gambe della povera donna ucraina non sono così importanti. E’ triste dover constatare ogni giorno sempre di più quanto poco possa valere la vita di un innocente sul nostro territorio. Probabilmente al termine di tutti i gradi di giudizio il carnefice avrà una pena maggiormente ridotta e se passerà la richiesta di mandarlo in un centro di recupero tossicodipendenti farà pochi giorni di carcere. In questo modo nella testa del figlio sarà passata l’idea che con la violenza e la sopraffazione si può ottenere tutto. Noi rispettiamo sempre le sentenze ma onestamente è davvero pesante verificare ogni sacrosanto giorno che i criminali riescono a vincere anche nelle aule di tribunale. Continuando di questo passo il nostro timore è che la delinquenza aumenterà sempre di più senza alcun freno e argine. L’unica vittoria in questa vicenda è aver ottenuto un processo breve e che questa donna non fosse abbandonata a se stessa e che il suo aguzzino fosse acclamato come vittima della società” dichiarano il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli con il conduttore radiofonico Gianni Simioli che sin dall’inizio hanno supportato la donna ucraina e la sua famiglia facendo anche una raccolta fondi.

video: https://www.facebook.com/francescoemilio.borrelli/videos/1326908781143192

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