CAIVANO – Folla a Caivano per la messa di Don Patriciello.

Nella parrocchia guidata dal sacerdote tantissime persone hanno voluto esprimere la loro solidarietà.

Un ordigno è esploso ieri notte davanti all’ingresso del cancello della chiesa.

Un atto che è stato letto come un attacco intimidatorio a don Maurizio Patriciello.

Il presule negli anni è diventato un simbolo per le battaglie civili in particolare nella cosiddetta terra dei fuochi.

Le sue battaglie per la legalità hanno coinvolto tantissimi cittadini e lo hanno fatto diventare un simbolo.

Nel pomeriggio di oggi anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato. Nel breve colloquio il Capo dello Stato ha espresso vicinanza e solidarietà al sacerdote.

Da don Maurizio è sempre venuta la netta condanna della camorra e la rassicurazione che andrà avanti nel suo impegno quotidiano per il riscatto del territorio.

Con lui, tra gli altri, i rappresentanti del comitato per la liberazione dalla camorra dell’area nord con il senatore Sandro Ruotolo.

La folla di fedeli ha voluto esprime vicinanza durante la messa officiata da don Patriciello.

L’esplosione non è la prima, analogo episodio era già accaduto.

DON PATRICIELLO: “HO FIRMATO QUESTA MATTINA IL MIO TESTAMENTO”

“Io, poco fa, ho firmato il mio testamento”, sono le incredibili parole pronunciate da Don Maurizio Patriciello nel corso dell’intervista rilasciata durante il programma Studio Mattina di Canale 9.

Al giornalista Marco Caiano e alla conduttrice Barbara Petrillo che gli chiedevano “Padre non la vediamo intimorita”, il parroco ha risposto: “vi confido una cosa, ho poco fa firmato il mio testamento. Abbiamo messo tutto in conto quando siamo diventati sacerdoti continuo per la mia strada. Alcuni camorristi pensano che dovrei limitarmi a celebrare messa e benedire i loro figli quando vengono uccisi. Non è così, continuo il mio percorso mentre da queste parti continuano le stese di giovani pistoleri che terrorizzano i residenti a colpi di kalashnikov. Per quanto mi riguarda, se avessi voluto una vita comoda non avrei fatto il prete. Sono solo un povero parroco che annuncia il Vangelo”.

Grande è stata la solidarietà dei cittadini e delle istituzioni. Ieri anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto manifestare la sua solidarietà con una telefonata: “Se il Presidente Mattarella si è scomodato per chiamare me, di domenica, vuole dire che la cosa evidentemente preoccupa anche lui e gli inquirenti”. Così ha chiosato don Maurizio Patriciello.

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