NAPOLI (Di Anna Calì) – Si alza nuovamente il livello dello scontro tra la famiglia Caliendo e l’Ospedale Monaldi.
Al centro della tensione, ancora una volta, c’è la trattativa sul risarcimento.
Una trattativa che, nelle ultime ore, avrebbe subìt una nuova brusca frenata, alimentando accuse reciproche e irrigidendo ulteriormente il clima tra le parti.
L’avvocato Petruzzi contesta apertamente l’andamento del confronto con l’azienda sanitaria.
Secondo quanto trapela, il punto di rottura riguarderebbe la posizione assunta dal Monaldi nelle ultime ore, ritenuta dal legale in netto contrasto con quanto emerso giovedì scorso.
Il legale parla apertamente di un cambio di linea e punta il dito contro quelle che considera contraddizioni emerse nel corso della trattativa. Il riferimento è in particolare alla gestione della documentazione sanitaria e alla presenza del medico legale incaricato dall’azienda.
La tensione si concentra infatti attorno alla figura del dottor Cosimo Maiorino, indicato nei verbali dei precedenti incontri come medico legale dell’Azienda e presente ai tavoli già svolti.
Secondo Petruzzi, nelle ultime interlocuzioni sarebbe invece emersa la difficoltà dell’ospedale nel reperire un medico legale strutturato che possa seguire la trattativa.
Un elemento che ha provocato la dura reazione dell’avvocato, che nelle ultime ore ha alzato ulteriormente il tono dello scontro, arrivando a minacciare nuove iniziative pubbliche nei confronti della direzione aziendale qualora la situazione non dovesse chiarirsi entro lunedì.
Il clima tra le parti appare ormai fortemente compromesso.
A rendere ancora più delicato il quadro sarebbe inoltre la posizione di un altro medico legale coinvolto nella vicenda, il dottor Maiellaro, che, secondo quanto riferito dallo stesso Petruzzi, avrebbe lasciato l’incarico dopo l’emersione di un presunto conflitto legato alla difesa di uno degli indagati nel procedimento penale a carico dei sanitari coinvolti.
Nel frattempo l’azienda ha emanato una nota stampa:
La Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli resta basita alla lettura delle dichiarazioni odierne dell’avv. Petruzzi. Sono parole assolutamente prive di fondamento e per questo incomprensibili. Il dottore Maiorino, che nella vicenda è il medico legale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, non si è mai dimesso, né ci ha mai pensato; continua a svolgere il suo lavoro unitamente ai legali incaricati dall’Azienda.
L’ultimatum dell’avvocato Petruzzi e le sue parole sono irricevibili e intollerabili. Appare del tutto improprio chiamare in causa il Direttore Generale e il Presidente della Regione Campania rispetto ad attività istruttorie e valutative che, in questa fase strettamente tecnico-giuridica, sono rimesse ai soggetti a ciò deputati. Gli avvocati dovrebbero sapere che devono attenersi ai doveri di continenza, correttezza e lealtà propri della professione forense, evitando dichiarazioni pubbliche non aderenti ai fatti e caratterizzate da toni suggestivi, suscettibili di esercitare indebite pressioni nei confronti di quanti sono coinvolti in procedimenti amministrativi in corso, che sono disciplinati dalle leggi.
Pertanto, ci si riserva di tutelare nelle sedi competenti la serenità, l’onorabilità e l’immagine della Azienda Ospedaliera dei Colli e dei suoi professionisti.
Petruzzi non ci sta ed è subita arrivata la risposta:
“O mente la Direzione strategica dell’ azienda dei colli quando sostiene che il dott. Maiorino è ancora il medico legale dell azienda che si sta occupando della vicenda come risulta dai verbali degli incontri sostenuti o ha mentito il Resposabile dell Ufficio affari legali dell’ azienda, l’ avvocato Raffaele Cuccurullo quando questo giovedì in presenza dell dott. Luca Scognamiglio mi ha riferito che la trattativa non poteva continuare fino alla nomina di un nuovo medico legale, in quanto Maiorino si era solo prestato a tale mansione ma essendo direttore di presidio non poteva portarla a termine, tale situazione sempre secondo quando referitomi dal collega Cuccurullo avrebbe bloccato sine die l’ intero CVS, anche relativamente alle altre pratiche
Tutto questo fa il paio con le situazioni grottesche in cui ci si è trovati nei primi 2 incontri:
-nel primo ci era stato riferito che la direzione non aveva inviato la cartella clinica di Domenico al proprio ufficio affari legali.
-nel secondo la stessa situazione si è verificata con i verbali degli heart team.
Non c’ è bisogno che il Monaldi mi ricordi a cosa devono attenersi gliavvocati.
Sia il collega Raffaele Cuccurullo che la collega Anna Iervolino ricordino loro che devono attenersi ai doveri di continenza, correttezza e lealtà propri della professione forense, evitando dichiarazioni pubbliche non aderenti ai fatti e caratterizzate da toni suggestivi, suscettibili di esercitare indebite pressioni nei confronti di quanti sono coinvolti in procedimenti amministrativi in corso, che sono disciplinati dalle leggi.
Attendiamo quindi di sapere se ci sarà un nuovo incontro a breve per concludere questa tribolata trattativa o se la famiglia Caliendo dovrà rivolgersi alle autorità regionali per far valere i propri diritti e chiedere di essere trattata con il rispetto che merita.
E mentre la trattativa si irrigidisce e il confronto tra le parti assume toni sempre più duri, sullo sfondo resta una sola verità impossibile da cancellare: al centro di questa vicenda c’è un bambino che non c’è più.
Dietro verbali, consulenze, diffide e strategie difensive resta il dolore di una famiglia che da mesi chiede risposte su ciò che è accaduto in quelle ore decisive.















