NAPOLI – Pentimenti e intercettazioni hanno dato il via alla retata nella periferia nord di Napoli. 32 gli indagati, 10 gli arresti disposti e 9 eseguiti. Il terribile e sanguinario clan Marino è finito così nel mirino degli inquirenti. Le accuse principali, stando a quanto emerge dal provvedimento firmato dal gip Anna Tirone, sono quelle di associazione mafiosa e traffico di droga. Della prima accusa rispondono Roberto Manganiello, Maddalena Imperatore, Lorenzo Celentano, Mariano Isaia, Luigi Cioffi, Gaetano Magro, Crescenzo Marino, Mario Attrice, Immacolata Rispoli, Salvatore Sanges, Raffaele Barretta Francesco Montemurro e Marco Scaglione ritenuti tutti coinvolti negli affari della cosca che è capeggiata dai fratelli Marino. Gli altri indagati devono invece rispondere di spaccio e detenzione di droghe di ogni tipo. Manganiello e Imperatore, in particolare, le figure apicali del clan.

“I pentiti della malavita di Secondigliano scoperchiano un vaso di Pandora della criminalità che investe il clan Marino , ritenuto dagli inquirenti feroce e sanguinario. Solo la vedova del boss Marino ,con il quale ha passato 17 anni assieme da sposata fino alla sua morte ad opera di un clan rivale, Tina Rispoli, sembrava essere all’oscuro di queste terribili verità. Invece gli arresti di oggi, le indagini e le confessioni la smentiscono e confermano che le nostre battaglie e denunce erano giuste. Da anni sosteniamo il legame tra la vedova di camorra, Tina Rispoli, risposatasi con il neo melodico Tony Colombo, e il clan. Abbiamo denunciato più volte che i figli, a partire da Crescenzo Marino, erano totalmente coinvolti con la criminalità. Oggi si apre una grande pagina di verità che, auspico, sia di monito per molti: bisogna fermare la mitizzazione della criminalità che tenta di affermarsi mediaticamente anche tramite i social e alcuni programmi televisivi conniventi o collusi. Questa è la triste verità che va ben oltre le indagini e investe la nostra comunità e il ruolo dell’informazione e dell’intrattenimento televisivo. Ricordo ancora tutte le mezze verità e bugie raccontante in pubblico quando rendemmo noto (nessuno davvero lo sapeva?) che Tina Rispoli era la vedova di un sanguinario boss di camorra. I sorrisi e gli ammiccamenti di chi, avendo un’immagine pubblica, avrebbe dovuto praticare la necessaria cautela prima di dar voce a questi soggetti. Peraltro aspettiamo ancora i risultati dell’indagine sul matrimonio della vergogna che bloccò Napoli, celebrato pubblicamente sempre dalla stessa trasmissione televisiva. Noi continueremo a lottare contro la camorra e i suoi simboli. Sicuri che, prima o poi, la verità viene sempre a galla. Infine chiediamo ancora una volta di sapere grazie a quali proventi vive nel lusso sfrenato la vedova del defunto boss Gaetano Marino Tina Rispoli ”. Questo il commento del consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli agli arresti disposti nei confronti del clan Marino.

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