Campania nemica dei bambini, il rapporto Cesvi lancia l’allarme (VIDEO)

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    NAPOLI – La Campania è l’ultima regione d’Italia per servizi e politiche contro il maltrattamento dell’infanzia. E’ una situazione drammatica quella illustrata nel rapporto dell’organizzazione umanitaria Cesvi.

    NAPOLI – L’indice scatta una fotografia dell’Italia, su base regionale, misurando da un lato il rischio di maltrattamento all’infanzia e dall’altro i servizi e le politiche implementate per prevenire e curare questo fenomeno.

    Come nella prima edizione, il quadro finale è quello di un’Italia a due velocità: è ancora allarme nel Mezzogiorno, dove il rischio legato al maltrattamento è più alto e l’offerta di servizi sul territorio è carente o di bassa qualità. Anche nel 2019 è la Campania (20esima sia per contesto che per servizi) a chiudere la classifica, preceduta da Sicilia, Calabria, Puglia. Dal confronto con il 2018, emerge il riposizionamento verso il basso dell’Abruzzo (-2) e del Lazio (-1).

    Il problema più grave, da ciò che emerge, è la mancanza di assistenti sociali: la media campana è di uno ogni 5600 abitanti, la norma nazionale ne prevede uno ogni duemila. Il rapporto Cesvi si può analizzare anche incrociando i dati con quelli riferiti nell’ultima relazione del Csm. Che identifica nella provincia di Napoli, ad esempio, i problemi più gravi.

    Ci sono realtà come Caivano e Afragola, ad esempio, in cui c’è un solo assistente sociale per tutto il comune.

    Fino all’stremo del circondario del Tribunale di Torre Annunziata dove l’intero territorio è totalmente sprovvisto di queste figure. Riescono a operare bene solo le strutture private o le cooperative sociali, che in Campania risultano essere quasi mille.

    E insieme a loro gli istituti religiosi. Ma è impietoso uno Stato che abdica completamente in alcune aree del Paese alla tutela dei propri figli più piccoli e indifesi. L’ennesima dimostrazione di un processo di abbandono e di disumanizzazione che, dall’Unità d’Italia ad oggi, ha ridotto il Meridione d’Italia alla fama, sia dal punto di vista economico, che sociale.

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