Disagi, tensione e una notte trascorsa su sedie di fortuna: è quanto raccontano numerosi passeggeri del volo easyJet partito in data 18 aprile da Ibiza e diretto a Napoli, trasformato in una vera e propria odissea.
Secondo le testimonianze raccolte, il volo sarebbe partito già con un ritardo iniziale di circa un’ora e mezza. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata una volta a bordo: i passeggeri sono rimasti chiusi all’interno dell’aereo per circa due ore senza informazioni chiare né rassicurazioni da parte dell’equipaggio. A rendere il clima ancora più teso, la presenza di bambini piccoli in lacrime e il crescente nervosismo generale.
Solo dopo una lunga attesa, il comandante avrebbe comunicato la possibilità di scendere con rimborso oppure proseguire il viaggio. Molti hanno scelto comunque di partire, ma durante il volo è arrivata un’ulteriore comunicazione: una volta atterrati a Roma, non sarebbero stati disponibili i bus sostitutivi inizialmente promessi dalla compagnia.
L’atterraggio nella capitale, avvenuto intorno alle 2 di notte, ha segnato l’inizio di una nuova fase di caos. Circa 170 passeggeri si sono ritrovati senza assistenza concreta, costretti a organizzarsi autonomamente per rientrare a Napoli. In un primo momento, alcuni avrebbero persino rifiutato di scendere dall’aereo per protesta, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Una volta entrati in aeroporto, l’unico supporto fornito sarebbe stato la distribuzione di bottigliette d’acqua. Nessun pasto, nessun trasporto alternativo organizzato.
I viaggiatori, molti dei quali in viaggio dalle prime ore del pomeriggio, si sono così trovati a dover affrontare ulteriori spese: taxi fino alla stazione Termini, biglietti ferroviari e persino cibo acquistato in condizioni difficili, con diversi esercizi chiusi.
I primi treni disponibili per Napoli partivano solo alle 6 del mattino. Dopo una notte trascorsa in aeroporto, tra stanchezza e disagi, i passeggeri sono riusciti a rientrare a destinazione intorno alle 9.
Il bilancio dell’intera vicenda è pesante: oltre cinque ore di ritardo complessivo, assenza di assistenza adeguata e spese extra superiori ai 200 euro per molti viaggiatori. Nonostante l’ipotesi iniziale di azioni legali, i passeggeri sembrano orientati a richiedere almeno il rimborso delle spese sostenute.
Una vacanza definita “da sogno” a Ibiza si è così conclusa con un rientro da incubo, che i protagonisti descrivono come “una scena da film”, segnata da disorganizzazione e totale mancanza di supporto.















