Capodichino, lavori con i fondi PNRR: pista chiusa a novembre, ma un mese basterà?

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NAPOLI (Di Anna Calì) – I fondi del PNRR spingono il processo di ammodernamento delle infrastrutture italiane e tra gli interventi più rilevanti nel Mezzogiorno rientra anche la riqualificazione dell’Aeroporto di Napoli-Capodichino.

Lo scalo partenopeo si prepara infatti a un intervento strutturale sulla pista di decollo e atterraggio che comporterà la chiusura temporanea dell’infrastruttura nel mese di novembre 2026.

Secondo il cronoprogramma attuale, la pista resterà chiusa per circa un mese, in un periodo compreso indicativamente tra il 10 e il 30 novembre. Una finestra temporale più breve rispetto ai 42 giorni inizialmente ipotizzati a inizio anno, ma che continua a sollevare interrogativi tra operatori del settore, lavoratori e osservatori del comparto aeroportuale.

L’intervento, dal valore di circa 20 milioni di euro, prevede una riqualificazione profonda della pista con l’obiettivo di migliorare sicurezza, efficienza e capacità operativa dello scalo. I lavori rientrano nel piano quadriennale 2023-2026 della società di gestione GESAC, finalizzato a sostenere l’aumento del traffico aereo che negli ultimi anni ha registrato numeri record, superando i 12 milioni di passeggeri nel 2024.

Oltre alla pista, il piano di ammodernamento include anche interventi all’interno del terminal: la realizzazione di due nuovi gate, denominati D21 e D22, l’ampliamento dei gate già esistenti nell’area 1-15 e l’estensione del salone partenze, per migliorare la gestione dei flussi dei passeggeri.

La chiusura comporterà inevitabilmente la sospensione totale delle attività di volo per alcune settimane. Durante questo periodo il traffico aereo sarà dirottato su altri scali del Centro-Sud Italia, in particolare sull’Aeroporto di Roma-Fiumicino, sull’Aeroporto di Bari-Palese e soprattutto sull’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi, destinato ad assorbire una parte consistente dei voli normalmente operati da Napoli.

Una soluzione logistica necessaria, ma che comporterà inevitabilmente disagi per passeggeri e compagnie aeree, costrette a riorganizzare rotte, collegamenti e servizi in tempi relativamente brevi.

Se l’obiettivo dichiarato è limitare al minimo l’impatto sull’operatività aeroportuale, la durata prevista dei lavori, meno di trenta giorni, appare a molti addetti ai lavori estremamente ambiziosa. Gli interventi di riqualificazione profonda, come le piste richiedono infatti operazioni tecniche complesse: dalla rimozione degli strati di asfalto esistenti alla posa delle nuove pavimentazioni, fino al rifacimento della segnaletica e alle verifiche tecniche necessarie prima della riapertura.

Proprio su questo punto si concentrano le principali perplessità: comprimere lavori di questa portata in una finestra temporale così ridotta potrebbe trasformarsi in una corsa contro il tempo. Il rischio è che eventuali imprevisti possano allungare i tempi o complicare ulteriormente la gestione del traffico aereo.

Tra le principali preoccupazioni emerge anche quella occupazionale. Durante il periodo di chiusura dell’aeroporto, molte attività legate ai servizi di terra, dall’handling alla logistica fino ad alcune funzioni operative, potrebbero subire una sospensione temporanea.

Non è escluso, il ricorso alla cassa integrazione per una parte dei lavoratori impiegati nello scalo, una prospettiva che alimenta preoccupazioni tra i dipendenti delle società che operano all’interno dell’aeroporto.

La scelta di collocare i lavori a novembre cade inoltre in una fase tutt’altro che marginale per il traffico aereo. Le settimane tra la fine dell’autunno e l’inizio di dicembre rappresentano infatti l’avvicinamento al picco di viaggi legato alle festività natalizie, quando la domanda di voli tende ad aumentare sensibilmente.

La gestione dei voli dirottati, la riorganizzazione delle compagnie e l’adattamento dei passeggeri ai nuovi scali potrebbero dunque creare un sistema complesso da coordinare, soprattutto se si considerano i milioni di passeggeri che ogni anno transitano per Capodichino.

Nonostante le criticità, l’intervento andrà a rappresentare un passaggio importante per il futuro della città di Napoli. L’ammodernamento della pista e delle infrastrutture terminali punteranno a rendere Capodichino più sicuro, efficiente e capace di sostenere la crescita del traffico turistico e commerciale della città.

Resta però l’interrogativo che accompagna già oggi il progetto: comprimere un intervento infrastrutturale di questa portata in meno di un mese sarà davvero sufficiente per garantire tempi certi senza ripercussioni sull’operatività dello scalo?

Una domanda che, con l’avvicinarsi del novembre 2026, potrebbe diventare sempre più centrale nel dibattito sul futuro dell’aeroporto napoletano.

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