NAPOLI – Una piaga nazionale che da Nord a Sud costringe migliaia di extracomunitari allo sfruttamento e alla perdita dei diritti civili.

Stiamo parlando del caporalato.

I lavoratori migranti, per specifiche condizioni di vulnerabilità tra cui la scarsa conoscenza degli strumenti di tutela, inidonea sistemazione abitativa, distanza dai luoghi di lavoro costituiscono un potenziale bacino d’offerta di lavoro sottopagato e dequalificato.

Se ne è discusso a Napoli a margine di un convegno da titolo Un territorio Comune organizzato dalla Uila.

A fare il punto della situazione Stefano Mantegazza segretario nazionale Uila.

Una cospicua parte di questo bacino di manodopera risulta ingaggiata irregolarmente, attraverso il cosiddetto “sistema del caporalato”, espressione con la quale si fa riferimento al reclutamento e l’organizzazione illegale della manodopera nonché allo sfruttamento lavorativo come arginarli lo spiega Emilio Saggese della Uila Campania.

Le infiltrazioni mafiose nella filiera agroalimentare sfruttano circa tra i 400 e i 430 mila lavoratori stranieri a parlarne Vera Buonomo presidente di CoopAgriCampania.

I dati ufficiali tuttavia fotografano solo parzialmente la progressiva crescita dei lavoratori stranieri in agricoltura Giovanni Sgambati Uil Campania precisa.

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