NAPOLI (Di Anna Calì) – Non bastano più i rincari continui alla pompa. Per molti automobilisti campani il pieno rischia di trasformarsi in un incubo che continua anche dopo aver lasciato il distributore.
Auto che si fermano improvvisamente, spie motore che si accendono dopo pochi chilometri, costose riparazioni da affrontare e il sospetto sempre più diffuso di aver fatto rifornimento con carburante contaminato o adulterato.
Nelle ultime settimane sono aumentate le segnalazioni provenienti da diverse aree della città e della provincia: Asse Mediano, Gianturco, zona Ospedaliera e numerosi comuni dell’hinterland figurano tra le aree maggiormente citate dagli automobilisti che denunciano guasti comparsi subito dopo aver effettuato il pieno.
Un fenomeno che preoccupa non solo per i danni ai veicoli, ma anche per il peso economico che finisce per gravare sulle famiglie. Perché oltre ai costi già elevati di benzina e gasolio, chi resta vittima di un rifornimento problematico rischia di dover affrontare spese di riparazione che possono arrivare a diverse migliaia di euro.
Secondo gli addetti ai lavori, i sintomi si ripetono spesso con modalità molto simili. L’automobilista effettua il rifornimento, percorre pochi chilometri e improvvisamente l’auto inizia a perdere potenza. Si accendono le spie di avaria e, nei casi peggiori, il motore si spegne completamente.
Una volta in officina emergono talvolta tracce di acqua, impurità o residui anomali all’interno del carburante. Le cause, tuttavia, possono essere differenti e richiedono sempre accertamenti specifici.
Tra le ipotesi vi sono la contaminazione accidentale del carburante, una manutenzione insufficiente dei serbatoi dei distributori oppure vere e proprie adulterazioni effettuate per aumentare artificialmente i quantitativi disponibili e ottenere maggiori profitti.
A spiegare cosa accade all’interno dei motori è Lorenzo Bosco, meccanico dell’area napoletana che negli ultimi anni ha avuto modo di confrontarsi più volte con casi simili.
«Da quando il gasolio ha superato abbondantemente i due euro al litro, sono aumentati i sospetti legati a pratiche di diluizione del carburante. È un fenomeno che interessa soprattutto il diesel, perché i motori a gasolio tendono a tollerare meglio piccole alterazioni del carburante rispetto ai motori a benzina, che generalmente manifestano problemi in tempi più rapidi».
Secondo Bosco, in alcuni casi il carburante può essere miscelato con sostanze di qualità inferiore che, prese singolarmente e in quantità limitate, potrebbero non provocare danni immediati. Tuttavia, quando tali sostanze finiscono in veicoli già usurati o con molti chilometri alle spalle, il rischio di guasti aumenta sensibilmente.
«Le parti più esposte sono la pompa del carburante, la pompa ad alta pressione e gli iniettori. Basta poco perché l’intero sistema di alimentazione venga compromesso».
L’attenzione, però, non deve concentrarsi esclusivamente sulle possibili adulterazioni.
Bosco evidenzia infatti un altro aspetto spesso sottovalutato: la manutenzione dei serbatoi interrati presenti nei distributori.
«Anche il gestore più corretto sa che i serbatoi devono essere periodicamente puliti. Sul fondo si accumulano nel tempo residui, melma e sedimenti derivanti dal carburante. Se queste operazioni non vengono effettuate regolarmente, il rischio aumenta».
Il problema può diventare particolarmente evidente dopo il rifornimento dei grandi serbatoi da parte delle autobotti.
«Quando arriva la cisterna e carica il carburante, tutto ciò che si trova depositato sul fondo può essere rimesso in sospensione. Se poco dopo arriva un cliente a fare rifornimento, quella sporcizia può essere aspirata e finire direttamente nel serbatoio dell’automobile».
Una circostanza che potrebbe verificarsi anche in assenza di qualsiasi alterazione volontaria del carburante.
Le conseguenze per i veicoli possono essere estremamente pesanti.
L’acqua e le impurità presenti nel carburante possono infatti bloccare gli iniettori, danneggiare le pompe e compromettere l’intero circuito di alimentazione.
«Nei casi più gravi, spiega Bosco, la pompa ad alta pressione si usura internamente e produce una sorta di polvere metallica che si diffonde nel sistema. A quel punto bisogna smontare il serbatoio, pulire tutti i tubi, revisionare o sostituire pompa e iniettori» e si tratta di interventi complessi e costosi.
«Su alcune vetture moderne una sola pompa può costare anche 1.500 euro. Sommando iniettori e manodopera si possono raggiungere facilmente i 2.500 o 3.000 euro. Anche nelle situazioni meno gravi è difficile spendere meno di 700 o 800 euro».
Numeri che spiegano bene perché il fenomeno stia generando tanta preoccupazione tra gli automobilisti.
Un elemento che può destare sospetti è rappresentato da prezzi particolarmente inferiori rispetto alla media di mercato.
«Quando troviamo un carburante venduto a un costo nettamente più basso rispetto agli altri distributori della zona, può nascere il sospetto che sia stato diluito o miscelato con altre sostanze».
Tuttavia il meccanico invita alla prudenza.
«Non sempre un prezzo basso significa necessariamente carburante adulterato. Allo stesso modo si possono verificare problemi anche pagando il carburante a prezzo pieno, ad esempio quando nei serbatoi del distributore vengono sollevati sedimenti o impurità accumulati nel tempo».
Negli ultimi anni le forze dell’ordine hanno più volte acceso i riflettori sul commercio illecito di carburanti in Campania.
A Quarto la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 4.500 litri di gasolio che sarebbe stato miscelato con sostanze chimiche non conformi agli standard previsti dalla normativa.
Ad Acerra, invece, un’altra operazione ha portato alla scoperta di un traffico di carburante di contrabbando e al sequestro di oltre 80mila litri di prodotto.
Episodi che non consentono di stabilire collegamenti diretti con tutti i casi denunciati dagli automobilisti, ma che confermano l’esistenza di un fenomeno già noto alle autorità.
Gli esperti consigliano agli automobilisti di conservare sempre la ricevuta del rifornimento, soprattutto quando i problemi al veicolo si manifestano poco dopo aver fatto il pieno.
È fondamentale rivolgersi immediatamente a un’officina qualificata e richiedere una documentazione tecnica dettagliata che attesti l’eventuale presenza di acqua o sostanze estranee nel carburante.
Nel frattempo resta la sensazione di molti automobilisti campani: oltre a dover fare i conti con il caro carburante, cresce il timore che un semplice pieno possa trasformarsi in una spesa ben più salata.
Perché quando al costo del rifornimento si aggiungono migliaia di euro di riparazioni, il rischio è quello di subire non solo il danno, ma anche la beffa.














