NAPOLI – “La data dell’inaugurazione della “Casa della socialità”, la struttura realizzata in via Verrotti, nel quartiere Arenella, posta in un immobile che in passato era stato adibito a sottostazione elettrica dell’ex ATAN, resta, allo stato, ancora un grosso punto interrogativo – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari che segue da anni quest’assurda vicenda -. Infatti, nonostante che già quasi due anni addietro venisse annunciata l’inaugurazione della struttura prima dell’estate del 2018, resta il fatto che, fino a questo momento, non si sa quando sarà resa accessibile al pubblico, dopo che ovviamente sarà stata attrezzata e resa funzionale. Si è addirittura arrivati al punto che non ci si sbilancia neppure più sui tempi necessari “.

“In questi giorni è esplosa anche la giusta protesta dei cittadini, manifestata, tra l’altro, con un cartello affisso sulla porta d’ingresso della struttura – afferma Capodanno -. Su tale cartello si sintetizza con poche frasi la storia dell’emblematica vicenda che riguarda l’immobile in questione: ” € 370.000 per restaurarlo, due anni per finirlo! Quando lo riapriranno? Quanto dobbiamo ancora aspettare? Lo chiediamo noi donne noi giovani noi anziani Vomero Arenella “. Nel frattempo lungo le facciate le erbacce la fanno da padrone, dal momento che non si provvedere neppure all’ordinaria manutenzione delle parti esterne “.

“In verità – ricorda Capodanno – la realizzazione di questo centro polifunzionale era già stata annunciata con grande enfasi, oltre quattro anni fa, poco prima delle ultime elezioni amministrative, svoltesi nel mese di giugno del 2016. Fu proprio durante la campagna elettorale che comparve uno striscione che ricopriva buona parte della facciata del fabbricato su via Menzinger. Su tale striscione, che portava in calce il nome e cognome dell’allora presidente della municipalità 5, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella, candidato poi eletto al consiglio comunale, si leggeva che erano stati stanziati anche gli importi necessari per l’esecuzione dei lavori, con la delibera di Giunta comunale n. 874 del 29 dicembre 2015 e con un impegno di spesa di € 366.000,00. Dalla delibera citata sono dunque passati oltre quattro anni e, al momento, la possibilità di poter concretamente fruire di questo spazio sociale, a disposizione dei cittadini, appare ancora lontana “.

“Allo stato – puntualizza Capodanno -, il cantiere esterno è stato eliminato e i lavori, almeno per la parte strutturale, sembrano completati. Ma non si sa neppure siano stati eseguiti tutti gli allacciamenti ai servizi pubblici essenziali, quali, luce, gas e acqua, quest’ultimo fondamentale anche per poter effettuare il collaudo dell’impianto antincendio. Inoltre gli ambienti risultano ancora vuoti, privi dei necessari arredi per poter rendere il complesso funzionale e operativo a tutti gli effetti “.

“Peraltro bisognerà anche redigere una regolamentazione – sottolinea Capodanno – sia per stabilire una sorta di graduatoria tra tutte le associazioni che faranno richiesta di poter utilizzare i locali sia per disciplinarne l’accesso. Inoltre bisognerà anche attrezzare una buvette la cui gestione andrà poi affidata attraverso un’apposita gara “.

“Ci auguriamo – aggiunge Capodanno – che, in tempi rapidi, si provveda a tutto quanto ancora necessario per l’apertura dell’edificio, così come, principalmente, auspichiamo, anche per evitare che la struttura venga vandalizzata , come già accaduto in passato, continuando a rimanere chiusa, che, una volta che saranno stati allacciati tutti i servizi essenziali e sia stata attrezzata con tutto quanto necessario per la sua piena funzionalità, essa venga aperta al pubblico, dando così una risposta operativa alla notevole richiesta di spazi e di strutture comunali, destinati alle attività sociali, in un’area della città, quella collinare, che da tempo ne è fortemente carente. Nel frattempo è auspicabile che si provveda a effettuare una costante e puntuale manutenzione dell’immobile, provvedendo, tra l’altro, a eliminare le erbacce cresciute lungo le facciate “.

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