Caso Caliendo, Oppido e Farina non si presentano al tavolo della trattativa

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Secondo incontro e nuovo nulla di fatto nella trattativa stragiudiziale sul caso del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto cardiaco eseguito presso l’Ospedale Monaldi.

L’appuntamento del 4 maggio 2026, convocato per verificare la possibilità di una definizione della vicenda senza arrivare al processo, si è chiuso senza alcun passo avanti.

A segnare l’incontro è stata innanzitutto l’assenza di due figure coinvolte, Oppido e Farina, che hanno scelto di non prendere parte al tavolo della trattativa.

Il confronto, durato oltre due ore, non ha prodotto alcuna convergenza.

Da un lato, la famiglia Caliendo con il legale Francesco Petruzzi, che resta ferma sulla volontà di non rinunciare al percorso penale; dall’altro, l’Ospedale Monaldi non avrebbe manifestato, allo stato, un orientamento chiaro verso una chiusura stragiudiziale della vicenda.

Un nuovo incontro sarebbe già previsto entro la fine di maggio, sarà quello il momento in cui l’azienda ospedaliera dovrà chiarire in maniera definitiva la propria posizione: procedere o meno verso una definizione stragiudiziale.

Un passaggio che si annuncia decisivo per comprendere se esistono margini reali per evitare il processo o se la vicenda è destinata a spostarsi definitivamente nelle aule giudiziarie.

Dall’altra parte, le difese dei sanitari coinvolti hanno ribadito con decisione l’assenza di responsabilità dei propri assistiti.

Nel corso della seduta, l’avvocato Stefano Carnevale, legale della dottoressa Blasi, ha formalmente intimato e diffidato l’Ospedale Monaldi dal concludere eventuali accordi che non prevedano la rinuncia all’azione nei confronti di tutti gli operatori sanitari coinvolti.

La diffida si estende anche ai criteri di eventuali liquidazioni: qualsiasi ipotesi di accordo dovrebbe attenersi ai parametri indicati dalla sentenza Positano 2021 Corte di Cassazione.

Alla posizione si sono associati gli avvocati Surmonte, Pepe, Menicucci e Bruno, che hanno insistito sul difetto di responsabilità dei rispettivi assistiti, delineando un fronte difensivo compatto.

La seduta si è chiusa alle 17.10 senza alcuna intesa, restando in attesa del prossimo incontro.

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