Svolta nelle indagini sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Nel pomeriggio di oggi è iniziata l’autopsia presso il Secondo Policlinico di Napoli, un esame decisivo per chiarire le cause del decesso e le condizioni dell’organo “danneggiato” arrivato da Bolzano.
L’esame autoptico segue un lungo incidente probatorio durato oltre tre ore davanti al GIP Mariano Sorrentino, durante il quale sono stati ufficialmente conferiti gli incarichi ai periti.
Il giudice ha concesso ai consulenti tecnici un termine di 120 giorni per depositare la relazione finale. Il documento dovrà ricostruire l’intera filiera del trapianto: dal prelievo dell’organo in Trentino Alto Adige, al trasporto nel “frigo passivo”, fino all’esecuzione dell’intervento a Napoli.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha commentato con soddisfazione l’esito dell’udienza:
«È stata un’apertura sul dibattimento molto grande, non il solito incidente probatorio. I quesiti posti dal GIP sono completi e coprono ogni momento di questa storia, dagli albori fino alla fine, senza lasciare spazio ad ambiguità su quanto accaduto a Bolzano».
Uno dei nodi centrali che i periti dovranno sciogliere riguarda l’utilizzo del ghiaccio secco durante il trasporto. L’ipotesi degli inquirenti è che l’organo sia stato esposto a temperature troppo basse (-79°C), risultando così “bruciato” e incapace di ripartire.
La prossima udienza in aula è già stata fissata per l’11 settembre 2026, data in cui verranno discussi i risultati delle perizie mediche e tecniche.
Dopo il completamento dell’autopsia, la salma del piccolo Domenico verrà liberata nella serata di oggi per consentire il ritorno a casa. I funerali si terranno domani, alle ore 15:00, dove la comunità si stringerà attorno alla famiglia Caliendo per l’ultimo saluto al “piccolo combattente”.















