CAVA DEI TIRRENI – Prima la lite, poi gli spari. Momenti di tensione al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni. Una lite degenerata con due feriti da arma da fuoco, scatenata dopo il diniego del medico di guardia per un ricovero di un 80enne cavese. I protagonisti sono due infermieri, padre e figlio, uno del “Ruggi d’Aragona” e l’altro del 118 che, nel pomeriggio, hanno accompagnato l’anziano parente al pronto soccorso dell’ospedale di Cava de’ Tirreni.

I due tentano di bypassare la fila convincendo il medico di turno che, però, rifiuta: è da qui che nasce un diverbio che, con il passare dei minuti, assume toni sempre più accesi fino a degenerare con l’arrivo del padre del medico, presumibilmente avvisato dall’interessato. Un arrivo dal quale scaturisce un nuovo alterco che culmina con l’estrazione, da parte del genitore del dottore di turno, di una pistola, che viene puntata direttamente verso le gambe del figlio dell’ottantenne recatosi al pronto soccorso: viene esploso un colpo che ferisce l’uomo.

In difesa del padre gambizzato interviene il figlio, nipote dell’anziano, che si scaglia contro il responsabile del gesto: parte una nuova colluttazione nel corso della quale viene esploso un secondo colpo che, stavolta, attinge a un fianco proprio il papà del medico. I due feriti sono stati soccorsi e operati per estrarre i due proiettili mentre sono in corso le indagini per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
Intervenuto sull argomento il noto sindacalista napoletano Giuseppe Alviti leader associazione guardie particolari giurate nel pronto soccorso in questione non c erano guardie particolari giurate ma sentendo ciò mi convinco sempre più che per tutelare l integrità degli operatori dei nosocomi bisogna militarizzare il tutto.

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