NAPOLI – Vincenzo Pandetta, in arte Niko, orgoglio tra i neomelodici catanesi è appena stato condannato a sei anni e otto mesi, con l’aggiunta di una multa di 30 mila euro.

E’ questa la condanna decisa dal giudice monocratico del Tribunale di Catania in merito al processo di primo grado con rito abbreviato che vede tra gli imputati proprio il cantante neomelodico. Disposto, inoltre, anche il divieto di espatrio, la sospensione della responsabilitá genitoriale e il ritiro della patente per un anno. Scontata la pena, il cantante neomelodico sarà sottoposto ad un periodo di libertà vigilata per un minimo di due anni.

Pandetta, coinvolto nell’operazione Double Track, infatti, pare che nel periodo in cui si trovasse agli arresti domiciliari per precedenti condanne, abbia spacciato marijuana e cocaina. Da qui l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’ultimo incontro tra il neomelodico e la legge risale al 6 maggio 2017, quando Pandetta non si è fermato all’alt impostogli dai carabinieri.

Il cantante, solitamente, inizia i suoi video rivolgendosi agli “ospiti dello Stato” e anche a chi “purtroppo sta al 41-bis.” “L’ispiratore” dei suoi versi è zio Turi, alias Salvatore Cappello, un boss attualmente condannato al carcere a vita.
Pandetta recentemente in un video su fb ha insultato e minacciato con una pistola d’oro recentemente il consigliere dei Verdi della Regione Campania Francesco Emilio Borrelli dopo la puntata del 5 giugno di Realiti, programma di Rai2 condotto da Enrico Lucci, dedicata ai cantanti neomelodici e ai testi delle loro canzoni che spesso raccontano e elogiano azioni criminali. Ospite del programma era proprio il consigliere Borrelli, che ha condannato con forza la condotta di questi cantanti. Borrelli ha denunciato la vicenda alla Polizia Postale e querelato Pandetta.

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