Controlli dei Carabinieri alla polizia penitenziaria, è caos! (VIDEO)

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    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nella mattinata di oggi i poliziotti penitenziari in divisa di Santa Maria Capua Vetere, all’ingresso del carcere e mentre si accingevano ad entrare in istituto per iniziare il servizio, sarebbero stati fermati dai #carabinieri per controlli e, addirittura, avrebbero sequestrato dei telefoni cellulari.

    Tutti i poliziotti sono usciti nel piazzale del carcere perché si sarebbero sentiti abbandonati dal comandante che sembra non esserci.

    “I poliziotti penitenziari si sentirebbero offesi per le modalità in cui sarebbero stati trattati, considerato che questa azione sarebbe avvenuta in presenza dei familiari dei detenuti”.

    A dichiararlo è Michele Vergale Dirigente Nazionale del SIPPE che aggiunge: “durante il blocco non erano presenti sul posto nessun funzionario della polizia penitenziaria e neanche il direttore, giunti solo dopo il controllo quando i carabinieri sarebbero andati via; questo avrebbe fatto scatenare la rabbia di tanti colleghi che si sarebbero trovati davanti a questa imbarazzante situazione e si sarebbero sentiti abbandonati”.

    Non è ancora chiaro – afferma Vergale – se trattasi di un’operazione di polizia oppure di un normale controllo del territorio. Si sarebbe registrata anche una fila chilometrica di auto e ritardi nell’iniziare un pubblico servizio della polizia penitenziaria.

    Il SIPPE – conclude Vergale – chiederà chiarimenti a chi di dovere per comprendere che cosa davvero sia successo e se potevano essere adottate altre modalità per svolgere l’eventuale operazione di polizia, anche a tutela della dignità non solo della polizia penitenziaria ma dei poliziotti stessi.

    “La polizia Penitenziaria è ormai abbandonata – afferma Carmine Olanda Segretario Generale del SIPPE – il ministro della giustizia Alfonso Bonafede non sembra adeguato al suo ruolo, funzionari della polizia penitenziaria senza poteri e, a quanto pare, assoggettati ai dirigenti penitenziari e magistrati fuori ruolo, poliziotti penitenziari indagati per le rivolte dei detenuti.

    Bisogna cambiare ministero oppure si rischia di cancellare per sempre l’immagine della polizia penitenziaria”.

    “La scelta di notificare questi avvisi di garanzia in una maniera così plateale e pubblica è alquanto discutibile.

    Chi ha sbagliato ed ha fatto abuso di potere è giusto che paghi e che sconti eventualmente la condanna, su questo non si discute, ma è la modalità della notifica che è stata sbagliata, in questo modo si fa passare il messaggio che i poliziotti sono i cattivi mentre i detenuti sono i buoni.

    Ricordiamo che gli agenti sono intervenuti per sedare una pericolosa rivolta che ha creato ingenti danni, in questi casi l’uso della forza è d’obbligo per ripristinare l’ordine, se poi qualche agente è andato oltre i limiti del proprio ruolo allora è giusto che paghi ma senza che venga attaccata l’intera categoria.

    In questo momento si stanno lanciando strani segnali, i poliziotti che vengono messi alla gogna pubblica, i camorristi che invece vengono scarcerati, sembra che l’ordine delle cose sia stato sovvertito, invece bisogna avere ben chiaro in menta una sola cosa: dobbiamo difendere e sostenere la legalità e le istituzioni ed attaccare la criminalità.”- sono state le parole del Consigliere Borrelli.

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