NAPOLI – Non ha contratto il Coronavirus il bulgaro che ha fatto scattare l’allerta alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta), dove si era presentato con una polmonite. È risultato infatti negativo il tampone faringeo che gli è stato praticato. In una nota, la clinica Pineta Grande fa sapere che “dato lo stato di pre-allerta dovuto alla diffusione del Coronavirus, il paziente è stato interrogato ed ha confermato di non essere mai stato in Cina e di non aver lasciato la regione Campania da oltre un anno”. “Il paziente, data la tipologia di infezione – prosegue il comunicato – sarà comunque trasferito in un centro dedicato alle malattie infettive”.

“Sono risultate negative le analisi effettuate all’ospedale ‘Cotugno’ di Napoli sul bambino di tre anni che nel primo pomeriggio di venerdì 21 febbraio, è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale ‘Santa Maria Incoronata dell’Olmo’ con una forte febbre con diagnosi di sospetto Coronavirus”. È quanto fa sapere il sindaco di Cava de’ Tirreni (Salerno), Vincenzo Servalli con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook in merito al sospetto caso di Coronavirus riscontrato ieri pomeriggio all’ospedale di Cava de’ Tirreni. “I risultati delle successive analisi effettuate al ‘Cotugno’, le definitive pervenute intorno alla mezzanotte, hanno scongiurato si trattasse del Coronavirus”, ha spiegato il primo cittadino che insieme al vice sindaco Armando Lamberti, ha costantemente monitorato la situazione. Servalli ha, quindi, comunicato che “anche i servizi del Pronto Soccorso sono ripresi normalmente”.

C’è tensione nella comunità cinese di Napoli. Dopo l’ufficialità del primo contagio in Italia, sale la preoccupazione nella zona di Gianturco dove vive una fotla comunità cinese. Un gruppo di 80 cittadini provenienti dalla Cina è in autoquarantena da giorni, anche con il supporto dell’Asl. Ma si teme che alla procedura sia sfuggito qualcuno. L’iniziativa del Sinaci che rappresenta la comunità cinese a Napoli è coordinata da Wu Zhiqiang. Nei giorni scorsi l’incontro con i vertici dell’Asl Napoli 1, diretta da Ciro Verdoliva, in regione. E l’istituzione del numero verde regionale 800909699. Ma la paura dei cittadini napoletani che abitano nella zona aumenta.

“Stiamo monitorando in queste ore con grande attenzione tutte le strutture della sanità campana. L’unità di crisi epidemiologica istituita il primo febbraio scorso è pronta ad affrontare ogni eventuale situazione di emergenza e siamo in grado, in caso di necessità, di predisporre tempestivamente locali e attrezzature idonei. Rivolgiamo un appello a non affollare i Pronto Soccorso e a evitare allarmismi. Non si segnalano al momento casi conclamati di coronavirus nella nostra regione ma occorre tenere alto il livello di attenzione e usare prudenza in particolare in situazioni di affollamento. Ricordiamo che è attivo il nostro numero verde (800909699), che sarà già da domani potenziato con altre linee e ulteriori operatori. Un passaggio fondamentale è sempre quello di rivolgersi prima al proprio medico di famiglia. L’appello è anche ad attenersi alle comunicazioni ufficiali che provengono dal Ministero della Salute e per esso dalla Regione Campania, per evitare che si diffondano notizie parziali e senza fondamento scientifico che producono come è accaduto negli ultimi giorni, solo psicosi e allarmismo”.

“Il Coronavirus è ormai arrivato in Italia, contagiando decine di persone fra Lombardia e Veneto, causando le prime vittime. Quello che era un problema lontano da noi, oggi è vicinissimo è pericoloso. Creare panico non serve a nulla, ma bisogna predisporre tutti gli strumenti necessari per affrontare eventuali focolai di contagio che potrebbero crearsi e prevenire con forza il diffondersi del virus. Sono in costante contatto con i direttori generali per capire come si sta affrontando questa situazione. Oggi sono arrivate le prime mascherine fpp3 e gli appositi occhiali che sono stati forniti in diversi pronto soccorso. Ma le direttive del ministero della Sanità sono chiare: utilizzare i dispositivi i di protezione personale solo nell’eventualità di casi sospetti”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale della Campania e membro della Commissione Sanità.

“Ho chiesto al presidente della commissione Sanità Graziano di convocare una commissione ad hoc per ascoltare i direttori generali delle ASL campane per capire come si sta affrontando, ad oggi, la situazione Coronavirus – ha sottolineato Borrelli. Dalle notizie per ora forniteci pare che sia tutto sotto controllo e non c’è motivo alcuno di scatenare il panico. Ad oggi, in Campania, non ci sono casi accertati. Ma un’importante opera di prevenzione e predisporre tutti gli strumenti necessari pronti all’uso è il minimo da fare ora per evitare il diffondersi di focolai”.

“Un tavolo tecnico con tutti i direttori generali e sanitari delle Asl, il comitato ristretto dei sindaci Asl, i responsabili degli aeroporti e il questore per verificare chi è arrivato in Campania dalla Cina negli ultimi 40 giorni, compresi quelli che sono passati da altri scali europei e internazionali”. È la proposta del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che ha scritto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca per invitarlo ad assumere ulteriori iniziative sull’infezione da coronavirus che preoccupa l’intero Paese.

Spiega Capasso: “In Campania abbiamo avuti diversi casi sospetti. Siamo una regione che ha continui contatti commerciali con la Cina: la nostra attenzione, senza allarmismi, deve essere alta. E allora chiedo al Governatore di mettere in campo tutte le energie per individuare, per quanto possibile, chi è arrivato in Campania dalla Cina negli ultimi 40 giorni. Non si tratta di schedarli, né tantomeno di discriminarli: si tratta di dare certezze e sicurezza alla gente. Senza panico, ma con determinazione, affrontiamo il problema e preveniamo ogni eventuale emergenza”.

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