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NAPOLI – 20.346 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso raccolte in Campania nel 2016 da Ecopneus, la società senza scopo di lucro tra i principali responsabili della loro gestione in Italia, e trasformate in gomma riciclata per tante utili applicazioni per la vita di tutti i giorni: campi da calcio in erba sintetica, asfalti “silenziosi” e che durano di più, materiali antivibranti e per l’isolamento acustico, arredo urbano, energia e molto altro ancora.

La Campania è la 6° Regione in Italia per quantità di PFU raccolti da Ecopneus: andando nel dettaglio a livello provinciale, 8.760 tonnellate di PFU sono state raccolte a Napoli, 4.528 ton a Salerno, 3.468 ton a Caserta, 2.090 ton a Avellino e 1.501 ton nella Provincia di Benevento. A queste si aggiungono le 6.662 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso prelevate grazie al “Protocollo per interventi di prelievo straordinari dei PFU abbandonati nelle Province di Napoli e Caserta”, che dal 2013 ha consentito complessivamente di rimuoverne oltre 16.000 tonnellate.Se mettessimo in fila tutte le 20.346 tonnellate di PFU raccolte in Campania, pari al peso di oltre 2,2 milioni di pneumatici da autovettura, formeremmo una striscia lunga 1.130 km, pari alla distanza tra Napoli e Ginevra.A livello nazionale, invece, la raccolta di Ecopneus (che rappresenta circa il 70% del totale nazionale) vede in testa la Lombardia (29.406 tonnellate), poi la Puglia (23.566 ton), seguita dall’Emilia Romagna (22.971 ton), Veneto (22.244 ton), Lazio (21.151 ton), Campania (20.346 ton), Sicilia (18.624 ton), Toscana (15.422 ton), Sardegna (11.970 ton), Calabria (9.987 ton), Trentino-Alto Adige (9.716 ton), Marche (7.832 ton), Piemonte (6.856 ton), Abruzzo (6.357 ton), Umbria (4.946 ton), Friuli Venezia Giulia (4.045 ton), Basilicata (3.725 ton), Liguria (2.681 ton), Molise (1.370) e la Valle d’Aosta (72 ton).Un’attività di recupero e riciclo che consente inoltre di ottenere importanti vantaggi ambientali, economici e sociali per tutto il Paese. Nel solo 2016 sono state evitate emissioni per 380mila tonnellate di CO2 equivalente (come 230mila automobili che percorrono 10.000 km in un anno); è stato evitato il prelievo dall’ambiente di 366mila tonnellate di risorse e materiali (come il peso di 750 Frecciarossa); sono stati risparmiati circa 1,87 milioni di m3 di acqua (pari al consumo annuo di 7,6milioni di italiani) e il nostro Paese ha risparmiato ben 130 milioni di euro sulle importazioni di materie prime grazie alla loro sostituzione con i materiali riciclati dalla filiera Ecopneus, principalmente gomma riciclata (80.000 tonnellate di granulo e polverino immesse nel mercato lo scorso anno dalle aziende di filiera).Benefici che farebbero un consistente salto in avanti in uno scenario “full recycling”, ossia se il 100% dei PFU raccolti venisse indirizzato al recupero di materia. In questo caso, uno studio della Fondazione Sviluppo Sostenibile ha stimato che il vantaggio per l’Italia sarebbe pari a circa 400 milioni di euro di valore aggiunto e a oltre 6.000 unità di lavoro dirette, indirette e indotte, contro i 30 milioni di valore aggiunto e poco meno di 500 unità di lavoro per lo scenario 100% recupero energetico.“Ecopneus si è impegnata moltissimo in questi anni per massimizzare il recupero di materia, seguendo le indicazioni UE e i principi dell’economia circolare. Il pieno riconoscimento della qualifica di non-rifiuto, a granuli e polverini di gomma, consentirebbe di fare un salto di qualità nel rapporto riciclo/energia, e ottenere maggiori benefici ambientali, occupazionali ed economici” ha dichiarato il Direttore di Ecopneus Giovanni Corbetta. “L’economia circolare è possibile e i vantaggi sono tangibili”.

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