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NAPOLI – “Stanno emergendo dei dubbi sull’aggressione al cardiologo del Cardarelli ed è giusto che si faccia pienamente chiarezza sulla vicenda perché sarebbe inaccettabile se un medico avesse fatto passare per aggressione una sua reazione violenta nei confronti di un paziente”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, che, sulla questione resa nota nel corso di un collegamento in diretta con il conduttore Gianni Simioli de La Radiazza su Radio Marte, ha sentito il direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdeoliva, che ha garantito l’avvio di un’indagine interna per chiarire tutti i contorni della vicenda sulla quale c’è anche una denuncia presentata alle forze dell’ordine da parte del presunto aggressore.

“Nel corso della diretta abbiamo sentito il presunto aggressore, un uomo di 76 anni, marito di una donna affetta da Alzheimer, che ci ha raccontato una versione del tutto diversa rispetto a quella riportata dal medico” hanno sottolineato Borrelli e Simioli.

Stando a quanto raccontato dal presunto aggressore, che ha dato anche foto per testimoniare l’aggressione subita, il medico, dopo aver concluso una telefonata privata, avrebbe cominciato ad avere un atteggiamento poco professionale nei confronti del signore al punto che quest’ultimo avrebbe deciso di chiedergli le generalità per presentare poi un esposto alla direzione per dettagliare quanto successo. A questo punto, sempre secondo il racconto del settantaseienne, il medico l’avrebbe spintonato causandogli delle escoriazioni e dei lividi e lui, per liberarsi, avrebbe colpito inavvertitamente il cardiologo che poi sarebbe stato trattenuto da altri medici accorsi.

“Il presunto aggressore ha tenuto a precisare che mai avrebbe potuto allontanarsi come raccontato dal medico perché un suo allontanamento avrebbe significato lasciare da sola la moglie che è invalida al 100% e non deambulante” hanno aggiunto Borrelli e Simioli per i quali “è necessario fare chiarezza anche perché, così come successo nel caso dell’ambulanza che aveva colpito un palo e non era stata presa d’assalto, non è giusto approfittare del clima di violenza e tensione che si respira nelle corsie e nel corso degli interventi esterni del personale sanitario per creare casi inesistenti”.

“E’ chiaro che, qualora fosse accertato che la versione fornita dal presunto aggressore sia quella più vicina alla realtà, il cardiologo che ha denunciato di essere stato aggredito dovrebbe essere sottoposto a un procedimento disciplinare” ha concluso Borrelli.

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