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NAPOLI – Sono tornati a scioperare, giovedì mattina, tra Roma, Milano e Napoli, i lavoratori di Almaviva. Una mobilitazione unitaria, indetta in tutto il gruppo e nel corso della quale si sono tenute manifestazioni di fronte alle prefetture delle città in cui l’azienda ha sede.

A Napoli la manifestazione ha avuto inizio con il concentramento presso la sede di Almaviva, in via Brin, alle ore 8, ed è terminata in piazza Plebiscito sotto la sede della Prefettura.Lavoratori e sindacati chiedono all’azienda di ritirare le procedure di chiusura sedi di Roma e Napoli che comporta il licenziamento di 2.511 addetti. “Non saranno operazioni di abbassamento del costo del lavoro o fantasiose forme di compartecipazione dei lavoratori all’azienda, oltre ad incentivazioni all’esodo e a percorsi formativi proposti da Almaviva, che metteranno in sicurezza l’azienda e i suoi lavoratori”, afferma in una nota la segreteria nazionale Slc Cgil.L’azienda, continua il sindacato “deve saper affrontare il momento di crisi con un cambio di approccio organizzativo, con la fine del ricorso dei committenti ad una contrazione folle dei costi. Non è abbassare il costo del lavoro, in controtendenza rispetto alle iniziative legislative proposte dal Mise, che risolve il problema”.Le Segreterie SLC CGIL- FISTel CISL- UILCOM UIL, in concomitanza con lo sciopero nazionale di Almaviva, hanno organizzato per la mattinata di oggi un’invasione pacifica della città di Napoli dei lavoratori di Almaviva, Gepin e degli appalti postali, a cui ha partecipato anche l’Assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Enrico Panini.”Sciopero riuscito!” dichiara l’Assessore, “con la grande manifestazione di questa mattina abbiamo portato all’attenzione di tutta la cittadinanza il dramma della chiusura di queste importantissime aziende di Napoli e dei licenziamenti che ne potrebbero scaturire. I lavoratori e le lavoratrici di Almaviva e delle altre aziende mobilitate sono patrimonio indissolubile di questa città e di questa regione e pertanto vanno difesi in prima persona. L’intero Consiglio Comunale sta dalla parte di questa giusta causa!”

 

 

 

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