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SALERNO- Un nuovo sbarco di migranti a Salerno. La nave norvegese Siem Pilot ha attracato al molo Manfredi con a bordo circa 900 persone. C’è anche il cadavere di un bambino di appena tre anni.

Il piccolo è stato portato via in una bara bianca e verrà sepolto nel cimitero della città con rito cattolico, come richiesto dai genitori, a meno che non venga reclamato dall’ambasciata del Paese di provenienza.Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha commentato quanto avvenuto con rammarico: “È una situazione di assoluto dolore di fronte alla quale nutriamo il massimo rispetto. Noi facciamo quanto possiamo fare e lo facciamo con il cuore. Salerno fa la sua parte sempre e sicuramente ci saranno altri sbarchi. Noi siamo pronti, ma tutti debbano farsene carico in maniera globale”.I migranti, per la maggioranza di origine subsahariana, sono stati recuperati in diverse operazioni nel Mediterraneo. Si tratta del diciassettesimo sbarco al molo Manfredi, ma questa volta per la prima volta verrà sperimentato un nuovo metodo di riconoscimento e fotosegnalamento che prevede il trasporto dei migranti arrivati in un campo della Croce Rossa sito nella zona industriale.Stando a quanto riferito dalle autorità, in Campania verranno ospitate 125 persone, mentre il resto verranno spostate in Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Calabria, Puglia e Valle d’Aosta.“Accogliere i migranti non significa stiparli come animali nei Centri di Accoglienza Straordinari. Accoglienza significa stilare progetti seri di integrazione, di tutela e di inserimento che servano a dare dignità a chi fugge dai proprio Paesi alla ricerca disperata di rispetto e riscatto sociale”, così Silvia Giordano e Vega Colonnese in merito all’ultimo sbarco di quasi mille migranti avvenuto stamattina nel porto di Salerno.“I dati delle Prefetture campane parlano di una regione capace di ospitare migliaia di immigrati – aggiungono le deputate del Movimento 5 Stelle – eppure le condizioni di vita all’interno dei Cas (Centri di Accoglienza Straordinari) sono abbastanza discutibili, dal momento che la legge permette a tutte le cooperative, che manifestano la propria disponibilità, ad ospitare senza aver depositato un programma di integrazione a favore dei loro ospiti. Il caso della bimba di sette mesi morta nel centro di accoglienza di Marano impone una modifica delle norme relative alla scelta dei centri e delle cooperative che li gestiscono”. 

 

 

 

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