NAPOLI – L’ascensore della fermata San Pasquale nella villa comunale di Napoli è un simbolo di sciatteria burocratica che resterà negli annali perché oltre a deturpare l’immagine dell’area non tiene neanche conto che, nel periodo invernale, la villa comunale chiude alle 22 quindi sarebbe del tutto inutilizzabile dopo quell’ora.

A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e la consigliera della Municipalità Chiaia, San Ferdinando e Posillipo, Benedetta Sciannimanica, che, stamattina, erano presenti alla manifestazione di protesta e hanno detto che “chi ha permesso un simile scempio deve essere immediatamente rimosso e costretto a pagare i danni anche perché, se, come pare probabile e come chiediamo, bisognerà abbattere quel mostro di cemento per realizzare un vano ascensore non impattante e magari in un altro lato, ci saranno anche delle spese aggiuntive che graveranno sulle spalle dei cittadini”.“Quella napoletana è una villa comunale neoclassica nella quale nessuna Soprintendenza con un minimo di competenza avrebbe potuto mettere un manufatto del genere, moderno, che è filologicamente incongruente con l’ambiente circostante” hanno aggiunto il blogger Angelo Forgione e Gianni Simioli de La radiazza per i quali “siamo di fronte a un altro schiaffo alla storia dell’identità napoletana oltre che a un obbrobrio architettonico”.“Aver permesso uno scempio simile in villa comunale è l’ultimo esempio dell’incapacità della Soprintendenza a tutelare e valorizzare l’enorme patrimonio artistico e culturale della nostra città e ormai è inevitabile che il Soprindendente, Garella, vada via” ha concluso Borrelli per il quale “si seguono logiche incomprensibili in base alle quali ci si ritrova con autorizzazioni assurde, come questa dell’ascensore nella villa comunale, e divieti senza senso verso chi vuole migliorare l’offerta di servizi nella nostra città, riportando in auge antiche tradizioni, come la storia dei tavolini in piazza del Plebiscito che restituirebbero ai napoletani e ai turisti un’immagine di Napoli del secolo scorso prima che quella piazza diventasse un parcheggio”.

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