NAPOLI – “Presenteremo interrogazioni consiliari e richieste ufficiali di chiarimento a vari livelli per capire per quale motivo, a distanza di due anni dalla firma della convenzione che ha assegnato alla Stazione zoologica Anton Dohrn la Casina del boschetto nella villa comunale di Napoli, non siano ancora partiti i lavori per restituire alla collettività quel gioiello abbandonato da anni al degrado più assoluto”.
Lo hanno detto i Verdi che, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale Marco Gaudini, hanno fatto un blitz in quel che resta della struttura che, per anni, ha ospitato il Circolo della stampa e la sede dell’Ordine dei giornalisti della Campania, trovando “una situazione desolante e pericolosa perché ci sono segni evidenti che è vissuta da clochard e tossicodipendenti e da gente che incendia materiali di vario tipo”.
“A marzo dello scorso anno, erano partiti alcuni lavori di bonifica, ma poi tutto s’è fermato restituendo quella struttura, bellissima e posizionata in uno dei posti più belli del lungomare di Napoli, all’incuria e al degrado tanto che, a giugno, c’è stato anche un incendio che l’ha danneggiata ulteriormente” hanno raccontato Borrelli e Gaudini per i quali “i responsabili della Stazione Anton Dohrn devono chiarire, una volta per tutte, se hanno o meno i soldi per portare avanti il progetto che prevede la realizzazione di un turtle point, del museo del mare e altre iniziative, perché non è possibile lasciare quel patrimonio del Comune di Napoli in quelle condizioni”.

















