NAPOLI – L’export aeronautico in Campania registra un -19% nel 2015 che si somma al  -6,6 nel 2014, e i primi dati elaborati del primo trimestre del 2016 non danno segnali d’inversione di tendenza.L’osservatorio sui distretti del Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo, rileva che nel 2015 tutte le regioni del Mezzogiorno hanno riportato risultati positivi sui mercati esteri, raggiungendo un valore delle vendite superiore ai 7 miliardi di euro. Tornano a crescere le esportazioni anche dei distretti industriali campani, il 2015 si chiude con un +6,9%, in netta controtendenza rispetto al -0,6% dell’anno precedente, ma continua la flessione per il distretto aeronautico(-209,5 Milioni di Euro).

Sarà che molti preferiscono raccontare rappresentazioni di comodo, ma continuare a perdere, da oltre due anni, quote importanti dell’export, come avviene per il distretto aeronautico campano, ci pare un segnale che non si può continuare a pensare di tenere sotto il tappeto.
Il calo dell’export aeronautico è un arretramento dell’economia campana che difficilmente sarà recuperato, soprattutto perché siamo di fronte al vuoto di una politica industriale nazionale e regionale che alle politiche di sostegno, che non hanno dato risultati, non propone un progetto di reindustrializzazione innovativo e inclusivo costruito su programmi industriali e sugli investimenti dei grandi players.
Il comparto in Campania è in caduta libera (-19% nel 2015, -6,6 nel 2014), e i primi dati elaborati del primo trimestre del 2016 non danno segnali d’inversione di tendenza. Chi in questi anni ha gestito le politiche del settore regionale dovrà pure spiegare come questo sia stato possibile considerando che ingenti fondi pubblici regionali e della Comunità Europa, in Campania, sono stati finalizzati in questi ultimi anni verso il comparto dell’aeronautico campano.
Nelle regioni del Mezzogiorno tutti hanno fatto meglio della Campania e lo studio evidenzia il risultato straordinario di crescita delle vendite sui mercati internazionali delle imprese pugliesi, più 10,5%, raggiungendo un valore di 3,2 miliardi di euro, risultati ottenuti proprio grazie ai distretti tecnologici.
Da diversi anni procede il ridimensionamento della presenza delle aziende aeronautiche di Finmeccanica in Campania che ha ridotto pesantemente le esternalizzazioni in favore delle imprese campane.
Mentre al contrario, nel 2015, il Polo aeronautico pugliese ha beneficiato delle esportazioni verso gli Stati Uniti (+43,4%) con le produzioni a Grottaglie, cui si somma la crescita delle vendite in Giappone (+33,9%) e Francia (+6%).
Nei giorni scorsi la Regione Campania ha avviato un percorso di confronto con i soggetti presenti sul territorio per definire le linee e gli obiettivi di sviluppo in direzione dei quali orientare le risorse comunitarie della Programmazione 2014-2020. Si è discusso della bozza del RIS3, elaborato con il DAC, dove si ripropone il dominio produttivo – tecnologico dell’aerospazio come strategico di sviluppo dell’industria, manca ancora una visione aggiornata del settore.
Lo stesso Governo riconosce la necessità di individuare un percorso inclusivo, rispondendo all’interpellanza urgente sul destino dell’industria aeronautica campana, discussa alla Camera la scorsa settimana, ha accettato la proposta di un tavolo permanente sul comparto aeronautico regionale, che può essere, ci auguriamo effettivamente aperto alle forze economiche e sociali che operano sul territorio, l’alternativa sarebbe portare anche i fondi della prossima programmazione europea su un binario morto.

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